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Pensioni 2017 news: Ape e Quota 41, i precoci chiedono al Governo altre soluzioni

Pensioni 2017 news: Ape e Quota 41, i precoci chiedono al Governo altre soluzioni

I lavoratori precoci del gruppo Facebook “Lavoratori uniti a tutela dei propri diritti”, esprimono soddisfazione per la riuscita della manifestazione, da loro organizzata davanti al Parlamento, di giorno 11 maggio 2017, soprattutto per la visibilità ottenuta e per il sostegno di tante personalità che hanno partecipato. Sulla pagina del gruppo, uno degli amministratori, Roberto Occhiodoro, ha pubblicato il teso della mail che a nome del gruppo è stata inviata alla Presidenza del Senato, alla Presidenza della Camera, al Presidente del Consiglio dei Ministri On. Paolo Gentiloni, al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, al Presidente della Commissione Lavoro della Camera On. Cesare Damiano e al Presidente della Commissione Lavoro del Senato On. Maurizio Sacconi.

Pensioni 2017 news: Ape e Quota 41, i precoci chiedono al Governo altre soluzioni

I lavoratori precoci scrivono che: “Insieme ad altre associazioni sono stati costretti a scendere in Piazza per manifestare la loro rabbia in merito all’ inaccettabile, incomprensibile e colpevole ritardo con cui il Governo sta portando avanti la questione dei Decreti Attuativi in merito alla riforma delle pensioni contenuta nella Legge di Stabilità datata ormai Dicembre 2016.
Non conosciamo fino in fondo il perché di tale ritardo e non crediamo che sia dovuto solo ai rilievi fatti dal Consiglio di Stato: sappiamo però che tali decreti avrebbero dovuto essere pronti, al più tardi, a marzo 2017”. Non viene ritenuto rassicurante il fatto che garantita la decorrenza del beneficio a partire dal 1ù° maggio, perché: “ Ancora oggi non si sa CHI potrà beneficiarne, QUANDO si potranno redigere le domande, QUALI sono le finestre a disposizione dei lavoratori per presentare le domande stesse, PERCHE’ esistono disoccupati di Serie A e disoccupati di serie B”.

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Il giudizio del gruppo è che il Governo è: “RESPONSABILE della situazione creatasi; reputiamo il Governo RESPONSABILE del tempo perduto; reputiamo il Governo RESPONSABILE dell’ incertezza estenuante che alberga nell’animo di cittadini che aspirano, dopo 41 anni , alla meritata pensione; reputiamo il Governo RESPONSABILE di una condotta sulla questione a dir poco leggera, superficiale, con poche idee e per di più confuse; reputiamo il Governo RESPONSABILE di un mancato ricambio generazionale sul lavoro che l’uscita di alcuni di noi avrebbe comportato.
Come Lavoratori Precoci Uniti a Tutela dei Propri Diritti abbiamo sempre detto che questa pseudo riforma non ci piaceva, e continuiamo a sostenerlo: non è dividendo i lavoratori o creando disparità di trattamento al loro interno che si risolve il problema: secondo noi c’erano e ci sono ancora altre strade che avrebbero permesso una soluzione migliore, più veloce, meno divisiva e sicuramente più favorevole all’ingresso nel mondo del lavoro per le nuove generazioni: il Governo Renzi ha deciso di seguirne un’altra ed il Governo Gentiloni ha deciso di continuare sulle sue orme: ad oggi, 12 maggio, ci sembra che questa strada sia SBAGLIATA se dopo oltre 5 mesi ancora si naviga a vista, senza alcuna certezza, non riuscendo nemmeno a stabilire una data certa per l’entrata in vigore della legge”. Infine i “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti” ribadiscono che: “Noi continueremo nella nostra mobilitazione fino al raggiungimento dei nostri obiettivi, esigiamo che il Governo si impegni più a fondo per dare risposte CERTE e IN TEMPI RAPIDI a chi ancora sta attendendo”.

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