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Pensioni 2017 news: Ape e Quota 41, tutte le novità di ieri sull’incontro tra Governo e sindacati

Alla fine del tavolo tecnico tra Governo e sindacati per approfondire le ultime questioni relative ai decreti attuativi delle misure su Ape social, Ape agevolata e lavoratori precoci, i sindacati esprimono le loro perplessità rispetto a quanto prospettato dal Governo. Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, giudica che: “L’incontro è stato utile, ma le risposte sono state su molti punti del tutto insufficienti. Approvare presto i decreti, su cui esprimeremo un giudizio compiuto. Abbiamo espresso delle perplessità in particolare sulle procedure che si intendono adottare: la fissazione di una data rigida entro cui presentare le domande, il criterio dei sei anni di lavoro continuativo nelle attività gravose, che rischia di escludere interi settori come l’edilizia, l’impossibilità per i lavoratori disoccupati per scadenza del contratto a termine di rientrare fra i lavoratori precoci o nell’Ape social“.

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La Cgil ritiene che sono stati portati: “Chiarimenti utili per quanto riguarda le platee dei lavoratori rientranti nei lavori gravosi, pur nei vincoli stretti determinati dalla legge di bilancio”. “Alcuni problemi non risolti verranno riproposti nel tavolo con il ministro di giovedì prossimo. Per il resto, visto che alcune risposte sono state del tutto interlocutorie, saremo in condizione di esprimere un giudizio compiuto solo a decreti approvati, cosa da fare al più presto per permettere l’avvio della sperimentazione dal 1° maggio prossimo. Altre questioni rilevanti e ancora aperte dovranno essere affrontate nella fase due, che si aprirà il 23 marzo. A partire dalle risposte da dare alle nuove generazioni, il tema della flessibilità in uscita, su cui si dovrà tenere conto delle diverse situazioni dei lavoratori e dei familiari, gli aspetti previdenziali riguardanti le donne e la rivalutazione delle pensioni in essere“. Sulla base di quanto emerso Roberto Ghiselli valuta: “Pertanto, dopo aver conseguito alcuni primi risultati, la vertenza delle pensioni continua e avrà come riferimento la piattaforma che il sindacato ha discusso con i lavoratori e approvato unitariamente”.

Ancora più severo il giudizio di Roberto Occhiodoro, tra gli amministratore del gruppo Facebook “Lavoratori uniti a tutela dei propri diritti”, che insieme a tanti altri lavoratori era presente a Roma in un presidio davanti al Ministero del Lavoro, sede dell’incontro. In un post sulla pagina dei precoci Occhiodoro scrive che: “Il Governo ha presentato dei decreti in cui le varie figure interessate alla quota 41 e all’Ape Social sono vivisezionate fin quasi all’impossibile e non solo tra i cosiddetti lavori gravosi, ma anche fra figure professionali appartenenti alla stessa categoria e addirittura fra i disoccupati”. Nel merito continua: “Tra i DISOCCUPATI potranno usufruire della quota 41 o dell’Ape Social solo coloro che risultano aver goduto della Naspi o dell’Aspi DOPO ESSERE STATI LICENZIATI, mentre un DISOCCUPATO che ha goduto degli ammortizzatori sociali DOPO UN LAVORO A TEMPO DETERMINATO, e quindi NON LICENZIATO, non potrà accedere alla pensione.
Per quanto riguarda i lavori gravosi NON VOLENDO IL GOVERNO ASSUMERE COME ELEMENTO PRINCIPALE LA MANSIONE ASSEGNATA AL LAVORATORE ci potremmo trovare nella condizione che 2 lavoratori INFERMIERI che lavorano ad esempio in una casa di riposo per anziani in cui soggiornano soggetti inabili sopra al 74% e soggetti autonomi NON POSSANO ACCEDERE ALLA PENSIONE in quanto NON SI SA CHI E QUANTO TEMPO CIASCUNO DEGLI INFERMIERI DEDICHI DEL PROPRIO IMPEGNO LAVORATIVO ALLA CURA DELLE PERSONE CON DISABILITA’ SUPERIORE AL 74%; o alle operazioni di facchinaggio: in un supermercato ad esempio chi fa operazioni di carico e scarico delle merci ma al contempo sistema la merce sugli scaffali o lavora anche in cassa NON SI SA QUALE MANSIONE IN REALTA’ ABBIA.
Ed è per questo che le categorie dei cosiddetti lavori gravosi invece di essere implementate in realtà vengono ridotte, il tutto con la scusa della mancanza di risorse”. Lo stesso Roberto Occhiodoro annuncia che: “Il 23 di marzo ci sarà un nuovo incontro POLITICO tra i vertici sindacali ed il governo nelle massime rappresentanze, il Ministro Poletti ed il Professor Leonardi”. A giudizio del rappresentante dei lavoratori precoci: “I decreti se dovessero rimanere così come presentati oggi, frammenterebbero ancora di più il mondo del lavoro”.

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