in

Pensioni 2017 news: Ape social estensione della platea?

Pensioni 2017 news: Ape social estensione della platea?

Il presidente della Commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, è tornato a parlare dell’Ape social, la misura approvata con l’ultima legge di Bilancio che permette la pensione anticipata con i costi a carico dello Stato per gli ultra sessantatreenni che rientrano in alcuni profili di tutela. Cesare Damiano ha ribadito la richiesta di garantire l’Anticipo pensionistico social ai lavoratori licenziati che non hanno potuto usufruire degli ammortizzatori sociali per non avere presentato la richiesta entro i termini o per mancanza dei requisiti necessari e anche ai lavoratori rimasti disoccupati dopo la scadenza di un contratto a termine. Anche queste due categorie di lavoratori rimasti disoccupati contrariamente alla loro volontà non possono essere doppiamente penalizzati trovandosi esclusi sia dal beneficio dell’Ape social che dalla Quota 41 riservata ai lavoratori precoci.

LEGGI TUTTO SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI 2017!

Pensioni 2017 news: Ape social estensione della platea?

Secondo Damiano, quindi, va aperto il confronto estendo la platea dei lavoratori che possono accedere a queste due forme di uscita anticipata: “L’Anticipo pensionistico va in questa direzione e sta avendo successo, oltre i numeri previsti: per questo andrà garantito a tutti coloro che hanno fatto domanda e hanno i giusti requisiti, con un apposito finanziamento nella legge di Bilancio, di poter accedere al pensionamento anticipato. Secondo Damiano occorrerà pensare anche ad una estensione dell’Ape oltre il 2018 consentendo l’accesso anche ai lavoratori nati dopo il 1955. Così come andrà affrontato il tema dell’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni a partire dal 2019: decisione che andrà rivista anche alla luce dell’inaspettato calo della speranza di vita, per uomini e donne, registrata dall’ISTAT nel corso del 2015”.

Pensioni 2017 news: Ape social estensione della platea?

Nel frattempo ci sono da registrare le dichiarazioni del presidente dell’Inps, Tito Boeri, sulla crescita dei trattamenti previdenziali che l’Inps eroga all’estero. Il presidente Boeri, in sede di audizione presso il Comitato permanente sugli italiani nel mondo alla Camera, ha evidenziato che negli ultimi anni sono in forte aumento le pensioni che l’Inps paga all’estero, nel 2016 oltre 373mila in 160 Paesi, per una somma di poco superiore a 1 miliardo di euro. Si tratta, dai dati forniti da Boeri di pensioni derivanti da periodi di versamenti contributivi, prevalentemente, “Molto bassi, più di un terzo delle pensioni pagate a giugno del 2017 hanno periodi di contribuzione in Italia inferiori a 3 anni, il 70% è inferiore ai 6 anni e l’83% è ai 10 anni”. Per il presidente dell’Inps: “Vanno a ridurre gli oneri di spesa sociale di altri Paesi, è quindi come se il nostro operasse un trasferimento verso altri senza avere un ritorno in consumi. Le prestazioni sono erogate dall’Italia invece che dal Paese in cui si risiede e si pagano le tasse. Si tratta di un’anomalia, dato che non c’è un quadro di reciprocità”.

Foto in apertura pixabay.com skeeze

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

Milano, scarcerato migrante che ha accoltellato agente in Stazione Centrale: solo obbligo di firma

99 Homes facebook

Programmi tv 20 luglio 2017: Velvet, 99 Homes, Chicago Fire, The Guardians e Il grande Gatsby