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Pensioni 2017 news: Ape social, pensione di garanzia e Opzione Donna, proposte di intervento

Pensioni 2017 news: Ape social, pensione di garanzia e Opzione Donna, proposte di intervento

A partire dal 30 agosto e per tutto il mese di settembre, si svolgeranno una serie di riunioni, tra il Governo e i sindacati, con l’obiettivo di arrivare a definire alcuni provvedimenti condivisi sulla riforma delle pensioni, che poi dovrebbero essere inseriti nella prossima legge di Stabilità, che dovrebbe arrivare in Parlamento entro la fine dell’anno.

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Pensioni 2017 news: Ape social, pensione di garanzia e Opzione Donna, proposte di intervento

Sono stati convocati 5 tavoli tecnici in cui si approfondiranno alcuni punti, a partire dal primo che si svolgerà il 30 agosto e in cui si discuterà delle future pensioni per i giovani lavoratori e di previdenza complementare, insieme ad alcune incentivazioni per l’anticipo pensionistico nella forma social in favore delle donne lavoratrici che si occupano di lavori di cura oltre che della tematica dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile alla speranza di vita. Verrà fatta anche una prima verifica sull’andamento dell’Ape social, con la possibilità di varare alcune migliorie per allargare la platea dei possibili beneficiari, non appena sarà possibile un monitoraggio delle risorse utilizzabili. L’Ape social potrebbe essere utilizzabile anche per le lavoratrici che abbiano maturato 27 anni di contributi, piuttosto che gli attuali 30, e 33 per le addette a mansioni gravose piuttosto che gli attuali 36. Questa modifica migliorativa potrebbe agevolare l’accesso di diverse lavoratrici, anche perché i dati rilevati dall’Inps sulle domande presentate entro il 15 luglio hanno evidenziato che sono poche le donne a potervi accedere, in virtù delle attuali soglie contributive.

Pensioni 2017 news: Ape social, pensione di garanzia e Opzione Donna, proposte di intervento

I sindacati chiedono altre modifiche che possono consentire l’accesso all’Ape social ai lavoratori disoccupati in seguito a un licenziamento, che non hanno potuto utilizzare gli ammortizzatori sociali, chiedono anche la proroga del regime sperimentale di Opzione Donna in considerazione delle somme stanziate e non spese, oltre al blocco dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita. Il Governo non pare poter accogliere in toto queste richieste, ma una sterilizzazione dell’aumento dell’età pensionabile solo per gli addetti ai lavoratori gravosi e anche la valorizzazione del lavoro di cura attraverso il riconoscimento di un bonus contributivo di un anno per ciascun figlio, magari limitato alle lavoratrici più bisognose di tutela. Per quanto i giovani lavoratori, il Governo starebbe pensando a una sorta di pensione di garanzia e a una riduzione del cuneo contributivo.

Foto in apertura pixabay.com Alexas_Fotos

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