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Pensioni 2017 news: Ape social, Quota 41 e ottava salvaguardia, si discute di ampliare le platee

Pensioni 2017 news: Ape social, Quota 41 e ottava salvaguardia, si discute di ampliare le platee

I sindacati hanno chiesto al Governo di allargare la platea dei beneficiari dell’Ape sociale e della Quota 41 per i precoci anche ai lavoratori che hanno perso il lavoro e non hanno percepito ammortizzatori sociali e anche di poter calcolare i contributi versati per periodi di lavoro all’estero, così da poter raggiungere le soglie contributive necessarie per l’accesso alla stessa Ape social. Nello stesso tempo viene richiesta la correzione di un’interpretazione troppo restrittiva della norma che riguarda l’ottava salvaguardia per i lavoratori esodati. Queste richieste vengono sostenute da Cesare Damiano e Marialuisa Gnecchi con un’interrogazione parlamentare, già calendarizzata in Commissione Lavoro, dove il Governo viene chiamato a rispondere il prossimo giovedì.

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Gli onorevoli interroganti ritengono: “Non coerente con la ratio della legge, l’esclusione dei contributi previdenziali pagati per lavoro effettuato all’estero, punto 2.1 della circolare Inps n. 100/2017, dal conteggio dei 30/36 anni di contribuzione necessari per poter accedere all’APE Social di cui all’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge n. 232 dell’11 dicembre 2016”. Inoltre i due deputati del Pd, vicini all’area sindacale, segnalano che: “Nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 maggio 2017, n. 88, all’articolo 2, comma 1, si afferma che possono usufruire dell’APE Social, i soggetti iscritti all’AGO, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, alle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi nonché alla Gestione separata, che abbiano cessato l’attività lavorativa e che come successivamente si afferma alla lettera a) siano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, ed abbiano concluso, da almeno tre mesi, di godere della prestazione per la disoccupazione loro spettante. In tutte le suddette ipotesi i soggetti richiedenti devono essere in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni”.

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Infine chiedono di correggere il fatto che: “La congiunzione e obbliga al fatto che le due condizioni essere in stato di disoccupazione ed aver concluso la prestazione di sostegno al reddito da almeno 3 mesi, siano entrambe verificate: questa congiunzione, non presente nel comma 179 dell’articolo 1, della legge n. 232 del 2016 istitutivo dell’APE Social, causa l’esclusione dall’APE medesima dei lavoratori che non hanno potuto usufruire di alcun intervento e non avevano diritto ad alcun intervento di sostegno al reddito (si pensi per esempio ai lavoratori dipendenti che per i motivi più vari non hanno potuto fare domanda per la prestazione di sostegno al reddito entro il 68° giorno dal licenziamento o che addirittura non ne avevano diritto”.

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