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Pensioni 2017 news: Ape volontario accessibile per tutti, come richiederlo

Pensioni 2017 news: Ape volontario accessibile per tutti, come richiederlo

Nei decreti attuativi per l’Ape social e per la Quota 41, destinata a una parte dei lavoratori precoci, la scadenza per la presentazione delle domande di accertamento dei requisiti è stata fissata al prossimo 15 luglio. Le due misure previdenziali, che consentono di uscire anticipatamente dal lavoro ad alcune categorie di lavoratori che rientrano in alcuni profili di tutela, sono gratuite e senza penalità. Questo è il motivo principale per cui già è stato superato il previsto budget di 300 milioni di euro per l’Ape e di 360 per la Quota 41 dei precoci stanziata dal Governo. La stima ad oggi arriva a prevedere un numero intorno a 100mila per le richieste che saranno presentate. In questo caso si dovrà fare ricorso a una graduatoria degli aventi diritto che l’Inps dovrà stilare entro il prossimo 15 ottobre. Il primo criterio utilizzato non sarà l’ordine della presentazione della domanda, ma quello dell’età del futuro pensionato, per cui la pensione anticipata sarà percepita per prima da quei lavoratori che si trovano più prossimi ai 67 anni e 7 mesi, che generalmente è l’età della pensione di vecchiaia. Il rischio consiste nel fatto che quasi la metà che quasi la metà degli aventi diritto dovrà rinviare al 2018 l’opportunità del pensionamento anticipato.

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Mentre per quanto riguarda l’Anticipo pensionistico volontario che interessa la generalità dei lavoratori che hanno raggiunto i 63 anni di età, il relativo DPCM è atteso a giorni, per cui la partenza effettiva della misura può diventare concreta nel prossimo autunno con la stipula delle convenzioni con le banche e le assicurazioni nelle quali verranno definiti i tassi di interessi per il prestito pensionistico e il costo della polizza assicurativa che copre il rischio di premorienza dell’interessato. Anche per l’Ape volontario è stato previsto il meccanismo della doppia domanda, per cui i lavoratori interessati prima dovranno chiedere all’Inps di certificare il possesso dei requisiti e poi la domanda di accesso al beneficio. Tutti i lavoratori che hanno raggiunto i 63 anni di età e hanno già versato 20 anni di contributi, se l’’importo della futura pensione non sarà inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo, cioè 702,65 euro al mese, se interessati potranno usufruire del pensionamento anticipato attraverso il prestito.

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La domanda per la certificazione dei requisiti si dovrà presentare esclusivamente in via telematica o con un codice Pin personale oppure attraverso centri abilitati. L’Inps nella certificazione rilasciata comunicherà l’importo minimo e massimo dell’anticipo percepibile, per cui il lavoratore potrà decidere quale quota richiedere. A quel punto, una volta ottenuta la certificazione i lavoratori potranno presentare all’Inps la domanda di accesso all’Anticipo e congiuntamente la domanda di pensione di vecchiaia che verrà liquidata al momento del raggiungimento dell’età anagrafica richiesta. Le due domande non potranno essere più revocate se non entro il diritto di recesso previsto in materia creditizia e bancaria. Nella domanda il lavoratore dovrà scegliere sia la banca erogatrice del prestito che l’assicurazione che dovrà emettere la polizza assicurativa di garanzia. La scelta potrà avvenire tra le banche e le assicurazioni che daranno la propria adesione agli accordi quadro che verranno stipulati tra i Ministeri dell’Economia e del Lavoro, l’Associazione Bancaria Italiana e l’Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici. L’Istituto bancario scelto invierà all’Inps il contratto di prestito che verrà recapitato al lavoratore richiedente in via telematica, da quel momento il lavoratore avrà 14 giorni per un eventuale diritto di recesso, diversamente il contratto verrà perfezionato e il prestito decorrerà entro i 30 giorni successivi. Il reddito di accompagnamento alla pensione, frutto del prestito, sarà erogato in quote mensili per 12 mesi all’anno e le relative somme non costituiranno reddito imponibile. Il lavoratore restituirà il prestito in rate, per i successivi 20 anni, al momento dell’effettivo raggiungimento della pensione di vecchiaia.

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