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Pensioni 2017 news: dall’APE a RITA, ecco come cambia l’uscita anticipata con la Legge di Stabilità

Quali strumenti consentiranno di andare in pensione anticipata nel 2017, e chi potrà usufruirne? Anche se i “giochi” sembrano essere decisi e il Governo Gentiloni ha annunciato di mantenere una linea comune con il Governo precedente, non si placa la discussione sulle pensioni e in particolare sulla possibilità di accedere all’uscita anticipata.

Tra queste va citato innanzitutto l’anticipo pensionistico, più noto come “Ape”, ovvero una sorta di prestito che consentirà agli esclusi dallo “scalone” Fornero di accedere alla pensione, previa una decurtazione economica sull’assegno. Abbiamo già chiarito ai lettori che solo alcune categorie di pensionandi potranno accedere gratuitamente a questa formula (Ape social), ovvero: 1) disoccupati di lungo corso con 30 anni di contributi alle spalle; 2) lavoratori invalidi almeno al 74%; 3) conviventi di parenti di primo grado con disabilità grave; 4) addetti a particolari mansioni gravose (e impiegati in tali attività per un minimo di 6 anni) che abbiano maturato 36 anni di contributi. Dell’Ape volontaria, i cui costi sono a carico del pensionando, invece, potranno accedere tutti coloro che hanno compiuto i 63 anni e maturano il requisito anagrafico per la pensione entro 3 anni e 7 mesi.

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Una formula meno nota per accedere al pensionamento anticipato è la cosiddetta RITA (acronimo per “Rendita Integrativa Temporanea Anticipata”). Come confermato dal portale PensioniOggi, il testo della Legge di Bilancio 2017 prevede la possibilità – in via sperimentale – di anticipare l’erogazione della pensione integrativa in vista del raggiungimento dei requisiti per la pensione. Pertanto grazie a questo strumento chi ha fatto ricorso a forme di previdenza integrativa (regolate dal decreto legislativo n.252/2005), può percepire un reddito per raggiungere la pensione di vecchiaia. Chi potrà richiederla? Gli stessi lavoratori che possono accedere all’APE dal 1° maggio 2017. Le due misure – APE e RITA – sono disgiunte: questo significa che si potrà richiedere la riscossione anticipata del capitale sul fondo pensionistico complementare – in toto o in parte – senza dover ricorrere all’APE.

In apertura: foto di martaposemuckel/Pixabay.com

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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