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Pensioni 2017 news: Enrico Morando parla della riforma e della spending review

Pensioni 2017 news: Enrico Morando parla della riforma e della spending review

In un’intervista apparsa, oggi, sul quotidiano Il Sole 24 Ore, viceministro al Ministero dell’Economia, Enrico Morando ha delineato l’attuale situazione economica dell’Italia, frutto di una certa “politica miope”, caratterizzata da una spending review rigidissima ma di “corto respiro”. L’economista, che mantenuto la nomina di viceministro all’Economia sia nel governo di Matteo Renzi che in quello di Paolo Gentiloni, oltre ad avere ricoperto la carica si presidente della Commissione Bilancio al Senato ha una carriera politica di lungo corso, sulle colonne del giornale economico ha spiegato: “Per avere risultati, la revisione della spesa deve essere strutturale ed entrare in modo permanente nella costruzione del bilancio. Con la riforma della legge di contabilità ci siamo finalmente arrivati: con otto anni di ritardo, però”. Tuttavia, Morando è fiducioso per il futuro grazie alle prospettive create dalla riforma del bilancio.

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Pensioni 2017 news: Enrico Morando parla della riforma e della spending review

Alla domanda se la politica fin ora adottata per far rientrare la spesa sia stata fallimentare, Morando ha risposto: “Attenzione. Bisogna prima di tutto distinguere fra spesa e spesa. Quella per il personale pubblico è scesa in modo impressionante, anche se purtroppo con misure non molto selettive. Altrettanto impressionante, ma in senso negativo, è il fatto che la spesa previdenziale sia cresciuta nonostante la riforma legata al nome della professoressa Fornero, che comunque non ringrazieremo mai abbastanza”. La spiegazione che Morando dà ha diverse sfaccettature: “Prima di tutto con fattori demografici ineludibili, perché in questo Paese i figli degli anni ’50 sono molto più numerosi dei nati negli anni ’70. E poi, certo, incidono le salvaguardie per gli esodati. Si è andati troppo avanti nello «smontare» la riforma? Non credo, perché in questo modo si sono affrontati problemi reali che, se non risolti, avrebbero alimentato una spinta politica a travolgere tutto l’impianto della riforma Fornero. La sua sostanza, invece, rimane confermata, ed è efficacissima sul medio-lungo periodo, quello che conta per il debito pubblico. Diverso è chiedersi se non avremmo dovuto introdurre il contributivo per tutti già dal 1995, senza aspettare il 2011: io penso di sì, e non farlo è stato un grave errore politico. Sulle spending review la mia opinione da sempre è che solo una spending strutturale, e inserita in modo permanente nelle decisioni di bilancio, sia davvero efficace. Detto questo, il lavoro di questi anni ci ha aiutato a migliorare l’efficienza negli acquisti con una centralizzazione che sta funzionando. Ma i casi di successo, dall’Australia alla Svezia fino al Canada, mostrano che la revisione vera è quella strutturale”.

Pensioni 2017 news: Enrico Morando parla della riforma e della spending review

Nominando dei tecnici a capo dell’Esecutivo, la politica ha cercato di non addossarsi la responsabilità di scelte impopolari, ecco in proposito il pensiero di Morando: “Può darsi, ma a pesare è stata soprattutto la tragica miopia determinata dall’instabilità dei governi italiani. Se un governo ha una speranza di vita di un anno o due, tende a porsi obiettivi di breve termine, che nella spending non funzionano. Da quest’anno, però, si cambia. In che modo? La legge di contabilità prevede che la revisione della spesa sia una componente fissa nella proposta di bilancio, che si elabora attraverso obiettivi di risparmio assegnati a ogni ministero. Il Def, in modo prudenziale, prevede un miliardo all’anno di risparmi dalla sola Pa centrale, attraverso una revisione della spesa che finalmente si fa con l’attività amministrativa e non solo con nuove norme. Adesso bisognerà creare la sinergia fra questa riforma e la delega sulla Pa, che ormai ha quasi terminato l’attuazione legislativa e ora deve collegarsi con le scelte sul bilancio”. Tutti gli sforzi verso un risanamento dei conti pubblici saranno annullati dal fatto che tra non molto si entrerà in campagna elettorale? Morando ha risposto: “Credo che ci siano le condizioni per gestire questo passaggio in modo equilibrato. Al ministero dell’Economia non viviamo sulla luna e sappiamo bene che si voterà al più tardi nella primavera prossima, ma il Def ha ribadito l’ottica di medio periodo sia sulla spending review sia sulle privatizzazioni. Poi, certo, i rischi ci sono, ma vengono soprattutto dal fatto che tra i possibili vincitori delle politiche ci sono forze che propongono un referendum sull’euro”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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