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Pensioni 2017 news oggi: Ape e Quota 41, ecco le novità attese per il confronto del 20 marzo

Il tavolo tecnico di approfondimento del confronto tra Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni che si sarebbe dovuto tenere oggi presso il Ministero del Lavoro è stato rinviato al 20 marzo prossimo. Le parti avrebbero dovuto continuare con il dialogo per verificare sui cosiddetti decreti attuativi relativi all’Anticipo pensionistico, misura cardine della riforma pensioni adottata dal Governo con la legge di Stabilità 2017. Le ragioni di questo slittamento non sono state ancora rese note. Neanche i lavoratori precoci che si sono ritrovati davanti al Ministero del Lavoro, per tenere un presidio durante la trattativa, interpellati da noi, hanno avuto chiarite le ragioni che hanno portato alla decisione di spostare l’incontro.
Certamente è da tenere presente che sui decreti attuativi partecipano di concerto Palazzo Chigi, il Ministero del Lavoro e dell’Economia che dovevano portare a termine i necessari passaggi per definire i dettagli delle convenzioni con le banche e con le assicurazioni per poter accendere il prestito pensionistico determinante per usufruire dell’Ape. È verosimile che le parti coinvolte non siano arrivate al termine degli approfondimenti richiesti dal Governo. La scadenza da tenere presente è sempre fissata per il 1° maggio, termine entro cui, secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio dovrebbero diventare operative tutte le nuove misure previdenziali, dall’Ape alla Quota 41 per i lavoratori precoci, Relativamente all’Anticipo pensionistico il presidente dell’Inps Tito Boeri ha dichiarato: “Cambia la natura del nostro servizio, facendo al contempo richiesta di maggiori risorse, in termini di qualità, e di competenze che oggi non abbiamo”.

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Tra gli interventi più attesi c’è la cosiddetta franchigia nel conteggiare i sei anni di continuità in lavori gravosi, in modo tale da riuscire a non penalizzare le categorie dei lavoratori degli edili che altrimenti rimarrebbero esclusi dai benefici, la possibilità di ampliamento della platea dei lavori gravosi, destinatari dell’Ape sociale e della Quota 41 per i precoci, facendo riferimento alla mansione del lavoratore e non al settore dell’azienda, una qualche soluzione per i lavoratori dipendenti rimasti disoccupati per scadenza di un contratto a termine, che in base a quanto previsto dalla legge di Bilancio non potrebbero beneficiare né dell’Ape sociale, né della Quota 41. Sullo sfondo rimane anche la questione dell’esclusione dalle agevolazioni dei lavoratori autonomi che hanno interrotto l’attività lavorativa per crisi, per costoro non è stato previsto neanche la possibilità di proroga dell’indennizzo per la cessazione definitiva della propria attività.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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