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Pensioni 2017 news oggi: precoci, Ape e non solo, tempi stretti e sfide per il Governo Gentiloni

Si continua a parlare di pensioni e di uscita anticipata dal mondo del lavoro, mentre non si placano le richieste dei lavoratori precoci, una delle platee di pensionandi più deluse dai provvedimenti del Governo Renzi e pronte a dare battaglia. La prima considerazione da fare è che Gentiloni ha annunciato di mantenere una linea di continuità con il Governo precedente, come confermerebbe anche il rinnovo dell’incarico al Ministro Poletti, motivo per cui è lecito aspettarsi che il lavoro fatto finora sulla riforma previdenziale non sia messo in discussione e venga approvato con la legge di bilancio 2017.

E ora veniamo all’anticipo pensionistico, misura approvato dal precedente Governo rivolta a chi ha compiuto 63 anni. L’Ape social è una misura prevista per categorie di lavoratori particolarmente svantaggiate, ovvero: 1) disoccupati che abbiano maturato 30 anni di contributi e siano privi di ammortizzatori sociali; 2) lavoratori invalidi al 74%; 3) lavoratori che assistono parenti di primo grado con disabilità grave; 4) addetti a mansioni gravose – contenute in un specifico elenco – che abbiano 36 anni di contributi e siano stati impiegati in tali mansioni per un minimo di sei anni. L’Ape social è stata prevista in via sperimentale fino al 2018.

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Esistono altre due forme di Ape: l’Ape aziendale, i cui costi sono parzialmente sostenuti dalle aziende, e infine l’Ape volontaria, ovvero una forma di accompagnamento alla pensione che prevede una percentuale di costi a carico del lavoratore che lo richiede.

Cosa resta da fare al nuovo Governo? Perché l’Ape diventi operativo dal mese di maggio, entro gennaio bisognerà siglare convenzioni con banche e assicurazioni, stabilendo le relative condizioni di tasso e costo; come reso noto da Il Sole 24 Ore, si tratta di un dossier a cui stanno lavorando i tecnici guidati dal Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini: un lavoro senz’altro difficile, di cui l’esito non è scontato. Entro gennaio è previsto anche un decreto attuativo che permetterà l’uscita anticipata dal mondo del lavoro di chi è impegnato in lavori usuranti. Tempi stretti anche l’estensione del cumulo gratuito per accedere a Opzione Donna, provvedimento bloccato a causa della crisi referendaria che rientrerà nel decreto di fine anno.

In apertura: foto tratta dalla pagina Facebook “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti”

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