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Pensioni 2017 news: Opzione donna, età, giovani, ultime febbrili ore prima della decisione del Governo

Pensioni 2017 news: Opzione donna, età, giovani, ultime febbrili ore prima della decisione del Governo

Dopo la mobilitazione nazionale di ieri di Cgil, Cisl e Uil, i lavoratori prossimi alla pensione attendono le risposte da parte del Governo, che potrebbero arrivare già domani durante il tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, convocato dal Ministro Giuliano Poletti, presso il Ministero del Lavoro. La leader della Cgil, Susanna Camusso, durante la manifestazione di Milano ha anticipato che: “Se non avremo risposte, valuteremo con la Uil come proseguire la mobilitazione”. La partita non si presenta affatto facile, dato che il Governo più volte ha ribadito l’esiguità delle risorse che possono essere destinate a nuove misure previdenziali.

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Pensioni 2017 news: Opzione donna, età, giovani, ultime febbrili ore prima della decisione del Governo

La prima richiesta più pregnante dei sindacati riguarda la generalità dei lavoratori, infatti viene richiesto il congelamento dell’aumento età pensionabile che a partire dal 2019 balzerebbe dagli attuali 66 anni e 7 mesi a 67 anni, a causa dell’adeguamento automatico all’aspettativa di vita. Il governo di Paolo Gentiloni non sembra orientato ad accogliere questa proposta, per l’impatto che essa avrebbe sui conti pubblici. Mentre il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha aperto alla possibilità di concedere uno sconto contributivo alle lavoratrici madri, così da agevolarne l’accesso all’Ape social. Viene avanzata l’ipotesi di riconoscere alle lavoratrici uno sconto contributivo di sei mesi per ogni figlio fino a un massimo di 24 mesi, a fronte della richiesta sindacale di un anno per ciascun figlio e fino a un massimo di tre anni.

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Altra richiesta di parte sindacale è quella che riguarda i giovani lavoratori ai quali dovrebbe essere assicurata una pensione di garanzia, per porre riparo alla penalizzazione che già subiscono a causa di carriere lavorative discontinue e di bassi livelli salariali e contributivi. Su questo punto il ministro Poletti si è limitato a vaghe e generiche promesse. Per la Cisl il componente della segreteria Gianluigi Petteni ha dichiarato: “Dalla legge Fornero in poi abbiamo risparmiato tanti miliardi sulle pensioni. Bisogna smetterla con la logica dei costi, dobbiamo pensare di restituire quello che abbiamo tolto a queste persone. Se servono coperture, recuperino parte dell’evasione fiscale”. Resta aperta l’altra vertenza che riguarda le lavoratrici del Movimento Opzione Donna che reclamano la proroga di questo regime previdenziale che consente l’uscita anticipata a 57 anni e 35 di contributi anche se con il ricalcolo integralmente contributivo della pensione. Anche loro sono presenti nelle mobilitazioni di piazza e spiegano che: “La riduzione della nostra pensione non è un costo, ma un risparmio. L’Inps ci dia i dati sugli scorsi anni”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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