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Pensioni 2017 news: Opzione Donna, la proroga è “Una questione di giustizia sociale”

Pensioni 2017 news: Opzione Donna, la proroga è “Una questione di giustizia sociale”

L’intervista concessa da Maurizio Landini, tra gli esponenti principali della Cgil, al sito huffigtonpost.it, in cui ha preannunciato che a settembre il sindacato pretende risposte dal Governo, anche sul tema della riforma delle pensioni, perché in caso contrario dovranno essere valutate forme di mobilitazione, alla luce del fatto che il sistema previdenziale adottato con la legge Fornero risulta socialmente insostenibile, poiché è servito a far cassa, ma ha determinato tante ingiustizie, è stata ripresa da Lucia Rispoli, una delle amministratrici del gruppo Movimento Opzione Donna, in un post pubblicato sulla bacheca Facebook di questo gruppo.

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Pensioni 2017 news: Opzione Donna, la proroga è “Una questione di giustizia sociale”

Nel post è stato scritto che le donne sanno a loro spese che modificare l’attuale sistema previdenziale è necessario per: “Una questione di giustizia sociale”. La lavoratrice scrivono che: “Le Donne di 57/58 anni hanno lavorato per 35 anni prive di vere politiche attive a favore delle donne e della famiglia, hanno versato contributi per 35 anni subendo tutte le riforme pensionistiche delle passate legislature, hanno visto un Parlamento approvare la riforma Fornero per l’Europa contro le Donne italiane senza poter neanche sostenere la sussistenza dei “propri diritti acquisiti”, hanno contribuito al PIL di questo Paese con anni di “doppio lavoro gratuito”.

Pensioni 2017 news: Opzione Donna, la proroga è “Una questione di giustizia sociale”

Il Movimento Opzione Donna non si accontenta del riconoscimento dei lavori di cura e della maternità, ma chiede che: “Le donne di 57/58 anni che hanno versato già 35 anni di contributi chiedono oggi solo di poter potere esercitare una OPZIONE, chiedono di poter scegliere di andare in pensione con la misura pensionistica OPZIONE DONNA, accettando l’applicazione del sistema contributivo alla loro carriera lavorativa in luogo del sistema retributivo/misto, rinunciando così a circa il 25/30% del loro assegno pensionistico per tutta la loro vita futura, come prevista dalla “speranza di vita”. Inoltre chiedono al sindacato e al Governo di riconoscere: “La necessita’ di salvare queste donne dalla condanna di “un lavoro a vita e non per la vita”. Le donne chiedono che il Parlamento approvi la proroga opzione donna al 2018, una misura pensionistica anticipata che prevede una libera scelta per le donne e che ha prodotto e produrrà risparmi alle casse dello Stato!”

Foto in apertura pixabay.com Terovesalaianen

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