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Pensioni 2017 news: Opzione Donna le lavoratrici impegnate in un confronto

Pensioni 2017 news: Opzione Donna le lavoratrici impegnate in un confronto

Il tema della flessibilità in uscita dal lavoro, nella sua complessità, è il nodo centrale di una vera e strutturale riforma del regime pensionistico adottato con la legge Fornero. Le difficoltà del bilancio pubblico e le scelte di politica economica del governo di Matteo Renzi e ora di Paolo Gentiloni hanno prodotto solo alcune limitate modifiche come l’Anticipo pensionistico, la Quota 41 per una parte dei lavoratori precoci e la proroga di Opzione Donna solo per le lavoratrici nate nel quarto trimestre nel ‘57/’58. Questi risultati hanno lasciato una larga insoddisfazione tra i molti lavoratori pensionandi che, soprattutto sul web, cercano di mantenere viva l’attenzione sulle loro richieste.

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Pensioni 2017 news: Opzione Donna le lavoratrici impegnate in un confronto

Per quanto riguarda il regime previdenziale di Opzione Donna, istituito con la legge Maroni, che permette l’uscita anticipata dal lavoro alle lavoratrici che hanno maturato 57 anni di età e 35 di contributi seppure con la pensione calcolata col più penalizzante sistema interamente contributivo, sul web sono sorti diversi gruppi che si battono per la proroga di questo regime almeno fino al 2018. Una delle amministratrici del gruppo “Opzione Donna Proroga al 2018″, Giulia Molinaro, ha lanciato una petizione online in cui si chiede l’estensione della misura almeno fino all’anno prossimo. La petizione si rivolge al premier Paolo Gentiloni, al suo predecessore Matteo Renzi, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al ministro del Lavoro Giuliano Poletti, al sottosegretario Maria Elena Boschi, al presidente dell’Inps Tito Boeri, a Cesare Damiano e a Walter Rizzetto, presidente e vice-presidente della Commissione Lavoro dlla Camera dei Deputati, ai tre segretari di Cgil Cisl e Uil, Susanna Camusso Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, e a Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro del Senato. La petizione può essere firmata cliccando sul link: change.org/p/comitato-opzione-donna-proroga-2018-estensione-al-2018-della-legge-maroni-243-04-opzione-donna-con-gli-stessi-requisiti.

Pensioni 2017 news: Opzione Donna le lavoratrici impegnate in un confronto

Su questa petizione si è creata una polemica tra i diversi gruppi che si battono per la proroga di Opzione Donna. Da un lato il “Comitato Opzione Donna Social” che si mostra scettico sull’iniziativa, ma comunque vi aderisce, come scrive sui social l’amministratrice del gruppo, Orietta Armiliato: “Sta girando una petizione per chiedere la proroga della misura dell’opzione Donna immagino con solo fine di sensibilizzazione poiché, come sappiamo occorrono almeno 50.000 firme per depositare un disegno di legge in Parlamento ed inoltre le firme devono essere prima validate dalla Corte di Cassazione, dunque il traguardo risulterebbe piuttosto ambizioso e credo che nessuno pensi di poterlo raggiungere. Tuttavia e ribadendo che siamo convinte che non ci sarà una Proroga della misura dell’Opzione Donna, condividiamo il link per poter aderire all’iniziativa, poiché riteniamo che possa essere un’iniziativa comunque funzionale a sensibilizzare le istituzioni tutte, affinché anche tramite questo appello, prendano atto di quelli che sono i bisogni delle donne ed i loro desiderata previdenziali e si risolvano a prendere in considerazioni iniziative atte a colmare quel vuoto normativo che si è venuto a creare a danno delle donne, con particolare attenzione al riconoscimento ed alla valorizzazione dei lavori di cura”, dall’altro il gruppo “Movimento Opzione Donna” che attraverso un post dell’amministratrice Lucia Rispoli, lamenta il fatto di non essere state coinvolte per una condivisone dell’iniziative che avrebbe potuta essere congiunta, ma scrive che: “Ciascuna è libera di firmare o meno la petizione promossa dal gruppo opzione donna proroga al 2018, resta inteso che il movimento opzione donna lo farà in modo ufficiale per le proprie iscritte, invitandole a firmare, laddove una petizione per ” la proroga opzione donna al 2018 per tutte le donne ” venga lanciata con la firma e logo anche del movimento opzione donna e in tal caso, anche il movimento promuoverà in ogni luogo ed in ogni forma possibile, la firma della petizione”. Tra le righe di questa polemica si scorge non solo un bisogno di visibilità, ma una differente impostazione della vertenza tra chi ritiene la proroga di Opzione Donna come l’unico risultato da rivendicare e chi potrebbe accontentarsi di una soluzione intermedia come il riconoscimento di altri benefici previdenziali per le lavoratrici disoccupate o per il lavoro di cura.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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