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Pensioni 2017 news: Opzione Donna pensione per le nate nel ’57/’58, per le altre il Governo si convincerà? [INTERVISTA]

Le lavoratrici nate nell’ultimo trimestre ‘57/’58 possono andare in pensione con il regime Opzione Donna, dopo che l’Inps con il messaggio n. 1182, di pochi giorni fa, ha dato le relative indicazioni per potervi accedere, in considerazione dell’estensione della misura prevista nella Legge di Bilancio 2017. Dopo due anni estenuanti di trattativa col Governo si chiude così il ciclo propriamente della sperimentazione del regime previdenziale Opzione Donna e si apre quello della proroga che potrebbe sfociare in una possibile previdenza al femminile se il Governo riuscirà a convincersi della valenza economica e sociale che le lavoratrici svolgono nella società. Nel merito abbiamo intervistato Rossella Lo Iacono, una delle amministratrici del gruppo Facebook: “Opzione Donna – Ultimo trimestre 1957-1958”

Le donne nate nell’ultimo trimestre 1957-1958, possono finalmente andare in pensione con il regime Opzione Donna, anche grazie al relativo messaggio Inps che ne chiarisce le modalità. Pensavate a questa tempistica?
Finalmente è arrivato il momento conclusivo della lunga vicenda che ha visto le donne protagoniste. Il Messaggio Inps non fa altro che ricalcare il contenuto della norma prevista nell’ultima Legge di Stabilità del 2017 – 232/2016 – art. 1 – commi 222 e 223, ma era necessario per dare il via alla ricezione e lavorazione delle domande, che fino ad ora né i Patronati, né le sedi Inps territoriali proseguivano.
Anche in quest’ultima fase, la burocrazia si è distinta; il Messaggio INPS n. 1182 che materialmente, apre alle domande di pensione, avrebbe dovuto essere pubblicato entro 60 gg dalla pubblicazione della Legge sulla G.U., invece INPS ha dato corso alle decisione delle Legislatore con ulteriori 15 giorni di ritardo, che sono stati vissuti dalle Donne aventi diritto, con stato d’animo pregno di ansia e preoccupazione”.

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Le donne dell’ultimo trimestre non si sono mai arrese nel portare avanti la loro vertenza, ottenuto il risultato come spenderete le vostre conoscenze sulla materia e le relazioni umane intrecciate?
Quando si ha la consapevolezza di essere titolari di un diritto, non ci si può arrendere. Certamente è triste dover ammettere che in Italia, per far valere un Diritto esistente in capo a noi, ci sono voluti ben due anni di lotta e due Leggi di Stabilità, ma adesso è fatta… grazie a Dio, alla tenacia di Donne consapevoli e decise, ed al supporto di pochi politici ma buoni, appartenenti tutti alla Commissione Lavoro presso la Camera dei Deputati.
Adesso siamo ferrate in materia pensionistica, per lo meno, per la parte che ci riguarda, e siamo state in grado di dare lezioni a molti Patronati, sparsi sul Territorio Nazionale che si sono rivelati, ahimè, formati da persone poco professionali con conoscenze approssimate della Previdenza, tanto da fornire, talvolta, consigli ed indirizzi assolutamente errati. Anche questo problema è stato denunciato a gran voce… per il resto siamo ben liete di dare una mano a chi ne ha bisogno, in maniera serena e spassionata. Restano, infine, i rapporti umani e interpersonali. Abbiamo creato delle splendide amicizie che intendiamo consolidare (e già lo stiamo facendo) perché le donne, va detto, hanno una marcia in più..

Il regime Opzione Donna rappresenta una sistema previdenziale al femminile di un Paese che ha verso le donne che tipo di politica?
Opzione Donna è un sistema previdenziale rivolto alle donne e per le donne . In Italia non c’è una vera politica del Welfare, sono le Donne che se ne fanno carico ogni santo giorno, lavorando fuori casa e dentro casa.
Non c’è famiglia dove non ci siamo bambini da crescere, anziani da gestire o malati da curare…tutto sulle spalle delle Donne che nel loro dignitoso silenzio si sobbarcano un peso indicibile che non può non riconoscersi. Questo sistema previdenziale, che a mio avviso dovrebbe diventare strutturale, e che invece si è concluso con noi Ultimo Trimestre 57/58, consente di lasciare un po’ prima il mondo del lavoro, per poter gestire degnamente le situazioni difficili che molto spesso si vivono, con la minima tranquillità di una copertura economica, che deriva da almeno 35 anni di lavoro .
E nulla è gratuito… un po’ prima certo, ma molto meno, si viene anche penalizzate con il metodo contributivo secco che bisogna accettare… quindi concludo che la politica italiana rivolta alle donne è una politica miope, ottusa, per nulla lungimirante basata solo su sterili conteggi di somme di danaro, assolutamente indifferente al Sociale ed alle necessità dei propri Cittadini. Mi auguro veramente che questa vicenda possa dare spunto di riflessione a chi è chiamato a gestire la nostra bella Italia”.

Lasciare il mondo del lavoro a 57 anni cosa significa per voi?
“Come già detto, lasciare il mondo del lavoro con la tranquillità del sostegno economico, sia pur minimo, sia pure con il metodo contributivo secco, consentirà a moltissime Donne di sostenere le proprie necessità familiari e sociali, anche quelle necessità che dovrebbe fare capo a uno Stato Sociale spesse volte latitante.
Tengo a precisare però che Opzione Donna nasce come Legge Sperimentale con un inizio ed una fine indicata dalla Legge istitutiva 243/2004 nella data del 31 dicembre 2015; in quanto legge sperimentale, i termini della sperimentazione non potevano (per consolidato principio giuridico) essere modificati durante il suo corso.
Invece la fantasia della Politica e dell’Inps, al solo scopo di ridurre, tagliare, restringere l’utilizzo di tale sistema previdenziale (peraltro conveniente allo Stato dal punto di vista economico ) ha preteso di addossare anche alle Donne di Opzione Donna, la finestra di un anno e l’aspettativa di vita, giunta ormai al 2017 alla ragguardevole cifra di 7 mesi …maturati i requisiti le donne, in regime sperimentale e con il metodo contributivo secco, devono attendere ancora ulteriori 19 mesi !!
Opzione Donna si potrà avere con un’età minima di 58 anni e sette mesi … tirate voi le somme !!”.

In apertura stevepb_ pixabay.com

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