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Pensioni 2017 news: pensione anticipata con 63 anni di età, requisiti

Una delle possibilità di pensionamento anticipato che è ancora permessa anche con la rigida riforma Fornero è quella che permette ai lavoratori che hanno cominciato a versare i propri contributi dopo il 31 dicembre 1995 e che quindi avranno la loro pensione calcolata integralmente con il sistema contributivo. Questi lavoratori oltre alla pensione di anzianità prevista a 67 anni e sette mesi e quella anticipata con i requisito della contribuzione di 42 anni e 10 mesi possono anche accedere al pensionamento anticipato a 63 anni e sette mesi con un’anzianità di contribuzione minima di almeno 20 anni.

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Nei 20 anni di contributi rientrano solo quelli effettivi cioè obbligatori, volontari o da riscatto, ma non quelli figurativi di qualsiasi origine. Di recente l’Inps ha chiarito che per la valutazione della contribuzione al 31 dicembre ’95 occorre tenere conto solo dei contributi versati nella cassa presso la quale il lavoratore chiede la liquidazione della prestazione previdenziale. Per esemplificare un dipendente del settore pubblico che ha iniziato il suo rapporto di lavoro a partire dal 1° gennaio 1996 potrà ottenere il pensionamento anticipato a 63 anni e sette mesi se ha maturato i 20 anni di contribuzione reale anche se ha versato, prima del ’96 altri contributi nell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti o in altre casse previdenziali obbligatorie.

Per questo tipo di pensionamento c’è però una soglia relativa all’importo della prestazione previdenziale, per cui l’assegno pensionistico maturato non può essere più basso di un importo pari a 2,8 dell’assegno sociale, cioè non inferiore a circa 1.255 euro lordi al mese. Si comprende che per maturare una pensione di tale importo minimo solamente con 20 anni di contributi, si tratta di lavoratori con alti stipendi durante la propria carriera lavorativa. Per ottenere una pensione superiore a 1.255 euro lordi al mese, calcolata con il sistema contributivo integrale e solo con 20 anni di contributi bisogna aver avuto una retribuzione annua abbastanza elevata. Per questo motivo nella discussione sulle modifiche alla legge Fornero, in questa seconda fase i sindacati sono impegnati a far eliminare questo importo soglia che risulta insuperabile per la maggior parte dei lavoratori, o almeno farlo abbassare a un importo di 672 euro al mese, pari a 1,5 il valore dell’assegno sociale.

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