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Pensioni 2017 news: pensione anticipata Ape social e Quota 41, necessaria l’attuazione subito

In attesa che il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, risponda alla Commissione europea dopo l’invito di questa all’Italia a provvedere a correggere i propri conti pubblici per una cifra intorno a 3,4 miliardi di euro, serpeggiano i timori su un eventuale posticipo delle misure pensionistiche contenute nella legge di Bilancio 2017. In proposito Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, in occasione di un incontro organizzato dal Partito democratico a cui hanno partecipato anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e i tre leader sindacali, ha sottolineato la necessità di passare quanto prima alla fase attuativa delle misure quali l’Ape e in particolare quella sociale, la Quota 41, ottava salvaguardia e l’estensione Opzione Donna. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, Poletti avrebbe annuito.

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Dunque i lavoratori attendono con ansia i decreti attuativi che permetteranno la concreta realizzazione della riforma. Per quanto riguarda l’Ape social vale la pena ricordare che si tratta della misura pensionistica che con l’Ape volontaria e l’Ape aziendale costituisce un meccanismo che agevola l’accesso alla pensione anticipata. La disciplina è contenuta nell’art 179 della Legge di Bilancio. Nelle otto schede pubblicate dall’Inps con lo scopo di diffondere i dettagli delle misure, a proposito dell’Ape sociale viene spiegato che si tratta di: “Un’indennità di natura assistenziale a carico dello Stato erogata dall’Inps a soggetti in stato di bisogno che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta. L’indennità è corrisposta, a domanda, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia o dei requisiti per la pensione anticipata. Si tratta di una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018 intesa ad agevolare la transizione verso il pensionamento per soggetti svantaggiati o in condizioni di disagio ed è soggetta a limiti di spesa”.

Mentre la Quota 41 é stata riconosciuta ai lavoratori precoci dipendenti appartenenti sia al settore pubblico che a quello privato e lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali in possesso di contribuzione al 31 dicembre 1995. Questi lavoratori possono andare in pensione senza limitazioni anagrafiche con 41 anni di contributi versati solo se:
– lavoratori dipendenti rimasti disoccupati in seguito a licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito di tentativo di conciliazione, che non percepiscono da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione;
– lavoratori dipendenti e autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave ex art 3 comma 3 legge 104/92;
– lavoratori dipendenti e autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa almeno del 74%;
– lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti ai sensi del Dlgs 67/2011;
– lavoratori appartenenti alle 11 categorie da considerarsi come gravose

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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