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Pensioni 2017 news: pensione anticipata per il cumulo gratuito il Governo emanerà un decreto

Pensioni 2017 news: pensione anticipata per il cumulo gratuito sarà emanato un decreto

Con la legge di Stabilità 2017, insieme alle altre misure previdenziali, per cercare di migliorare le possibilità di accesso al pensionamento anticipato, è stato introdotto il cumulo gratuito dei periodi contributivi versati in tutte le gestioni obbligatorie e nelle casse professionali. L’istituto del cumulo è stato reso immediatamente operativo, ora per quanto riguarda i periodi assicurativi dei lavoratori che hanno versato nelle diverse casse professionali è venuto fuori che occorre un decreto di attuazione da parte del Ministero del Lavoro raccordato con quello dell’Economia. Questo è quanto è stato discusso nella riunione tecnica presso il Ministero del Lavoro con la partecipazione di Concetta Ferrari direttore generale per le politiche previdenziali e assicurative e i rappresentanti delle casse previdenziali dei professionisti. Ancora resta da risolvere la questione relativa al metodo per calcolare il trattamento previdenziale che deriva dal cumulo.

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Pensioni 2017 news: pensione anticipata il cumulo gratuito per i professionisti

Per quanto riguarda l’età anagrafica di accesso al pensionamento dei lavoratori che ricorreranno al cumulo, utilizzando contribuzione versata nelle casse professionali, sia quelle vecchie, ex retributive privatizzate dal dlgs 509/1994, sia quelle di nuova istituzione, interamente contributive, ex dlgs 103/1996, bisognerà riferirsi all’età più alta tra quelle previste dalle gestioni interessate al cumulo. Quindi nel caso in cui il regolamento della Cassa, riguardante il lavoratore interessato, prevede un’età di accesso alla pensione superiore a quello previsto con la legge Fornero per la gestione Inps, sarà valido quanto previsto dalla Cassa. Per esempio come riportato dal sito pensionioggi.it: “Un avvocato che decida di utilizzare l’istituto del cumulo per conseguire la pensione di vecchiaia dovrà attendere i 68 anni invece che i 66 anni e 7 mesi (unitamente a 20 anni di contributi) dato che per la liquidazione della pensione di vecchiaia nella Cassa Forense occorre un requisito anagrafico superiore rispetto a quello previsto nel regime pubblico”. Mentre in relazione alla pensione anticipata restano valide le regole introdotte dalla legge Fornero, cioè 42 e 10 mesi di contributi per gli uomini o 41 e 10 mesi per le donne, anche per la pensione conseguita attraverso l’istituto del cumulo.

Pensioni 2017 news: pensione anticipata per il cumulo gratuito

Questione ancora più complicata è quella sulle modalità di calcolo dell’assegno previdenziale. Fermo restando che l’assegno sarà composto dalle quote che ciascuna gestione verserà secondo le rispettive regole di calcolo, nell’articolo 1 comma 256 della legge 228/2012 è stato previsto che per definire il sistema di calcolo da applicare, retributivo sino al 2011 o sino al 1995 a seconda della presenza o meno di almeno 18 anni di contribuzione al 31.12.1995, bisogna attenersi all’anzianità contributiva conseguita nelle diverse gestioni assicurative. Perciò l’anzianità contributiva maturata al 31 dicembre 1995 sarà accertata in relazione alla contribuzione totale che il lavoratore interessato ha maturato nelle diverse gestioni che riguardano il suo cumulo, senza che questi periodi si possano sovrapporre negli stessi tempi. Anche in questo caso il sito pensionioggi.it ci offre l’esempio di: “Un lavoratore del settore privato con 16 anni di contributi versati come lavoratore dipendente al 31.12.1995 che, pertanto, avrebbe diritto al calcolo contributivo sulle anzianità maturate dal 1° gennaio 1996 sino al pensionamento, possa ottenere il calcolo retributivo dall’Inps sino al 2011 ove riuscisse a mettere insieme, tramite il cumulo, almeno 2 anni di contributi ante 1996 in una gestione professionale”. Alla luce di ciò ci potrebbero essere costi aggiuntivi dello Stato perché quasi sempre la pensione erogata con il calcolo del sistema retributivo è più vantaggiosa di quella calcolata con il contributivo. Questo è un punto delicato che i ministero del lavoro vorrebbe dirimere nel decreto attuativo, evitando spese aggiuntivi per il bilancio pubblico, ma c’è il rischio di determinare situazioni di contrasto con la legge istitutiva 228 del 2012. Un altro dei nodi che viene auspicato si possa risolvere nel decreto attuativo, è quello dei lavoratori che hanno versato contributi nella gestione dell’Enasarco e che finora non hanno potuto aggiungere questa contribuzione con quella dell’Inps e che perciò sperano di ottenere questa possibilità. Alla fine dell’incontro è emersa la volontà di una direttiva o un decreto del ministero del lavoro e non una semplice circolare dell’Inps per le necessarie modifiche e chiarificazioni. Però la previsione è che per questo decreto occorrerà un lasso di tempo necessario a dirimere i nodi ancora irrisolti.

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