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Pensioni 2017 news: pensione minima di garanzia di 442 euro proposta per precari e giovani

Pensioni 2017 news: Anticipo pensionistico e Quota 41

 

Il Governo e i sindacati, così come era stato definito nell’accordo firmato il 28 settembre del 2016, si incontreranno il prossimo 23 marzo per avviare un nuovo tavolo sulle pensioni in cui dovrà essere completata la riforma delle pensioni iniziata con i provvedimenti inseriti nella legge di Bilancio 2017. Questa prima fase ha riguardato i lavoratori prossimi alla pensione con le misure dell’Anticipo pensionistico della Quota 41 per una parte limitata dei lavoratori precoci, il cumulo gratuito dei diversi contributi previdenziali, la proroga, seppure parziale di Opzione Donna. Ora con la fase due si guarderà a tutti i lavoratori che hanno iniziato a versare i contributi dopo il 1° gennaio ’96 e vedranno calcolata la loro futura pensione con il sistema integralmente contributivo. Tra l’altro la maggior parte di questi lavoratori sono penalizzati dalla persistente precarietà e quindi con carriere lavorative discontinue e forme contrattuali atipiche, o i voucher o addirittura il lavoro in nero.

 

Pensioni 2017 news: pensione minima di garanzia di 442 euro proposta per precari e giovani

Cesare Damiano e Marialuisa Gnecchi  già tre anni fa, hanno presentato una proposta di legge alla Camera in cui viene prevista una “pensione di base finanziata da una fiscalità generale” per un importo di 442 euro al mese rivalutabili, questo assegno si andrebbe ad aggiungere a quello che ciascun lavoratore avrà maturato nella sua carriera lavorativa. L’obiettivo è quello di assicurare una pensione che possa permettere: “Una vecchiaia serena ai nati dopo il 1980”, che in questo modo potrebbero ottenere un assegno previdenziale di un importo intorno al 60% dell’ultima retribuzione. Marialuisa Gnecchi sottolinea che: “Ogni contributo versato deve essere valorizzato, questo il messaggio che vogliamo mandare ai giovani”. La proposta prevede anche che l’aliquota contributiva diventi unica per tutti al 28% e versata per due terzi dal datore di lavoro e un terzo dal lavoratore, così che ci sarebbe anche un taglio del costo del lavoro con più soldi in busta paga.

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Pensioni 2017 news: pensione minima di garanzia proposte da Cesare Damiano a Elsa Fornero

Secondo il presidente della Commissione lavoro alla Camera, Cesare Damiano: “La proposta può essere perfezionata e magari riprendere quel limite previsto dall’Ape sociale, pari a 1.500 euro lordi mensili del futuro assegno, al di sopra del quale la pensione di garanzia di 442 euro non spetta”, in questo modo il sostegno verrebbe assicurato solo a chi è necessita di specifica tutela come conclude lo stesso Damiano: “Alle pensioni povere maturate da chi ha pochi contributi, perché aveva bassi redditi e discontinui. La mia generazione a 60 anni ne aveva 35 di contributi se laureato, 40 se diplomato, addirittura di più se aveva fatto la scuola professionale. I nostri figli e nipoti è già tanto se ne mettono in fila la metà”. La collega di Cesare Damiano, Marialuisa Gnecchi ritiene che la proposta è sostenibile sotto l’aspetto dei conti pubblici: “Diciamo intanto che per i post ’96 non esisterà più la pensione minima, oggi pari a 592 euro e che costa allo Stato 9,8 miliardi l’anno, lo prevede la riforma Dini”. E poi la pensione di garanzia a quel punto assorbirebbe anche la pensione sociale, attualmente di 448 euro, una forma assistenziale che spetta a quanti non hanno contributi versati e che vale circa 4 miliardi l’anno”. Sulla stessa questione l’ex ministro Elsa Fornero sostiene un’altra proposta cioè che deve essere lo Stato a integrare i periodi contributivi mancanti dei giovani lavoratori.

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