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Pensioni 2017 news: pensioni anticipate e Ape, ecco perché la riforma rischia di non partire

Pensioni 2017 news: Ape, ecco perché la riforma rischia di non partire

 

La riforma delle pensioni rischia di deludere i tanti lavoratori in attesa di lasciare il posto di lavoro con le misure previste dalla legge di Bilancio 2017. In particolare per quanto riguarda l’Ape, l’Anticipo pensionistico, che si fonda su un prestito erogato dalle banche e garantito dalle assicurazioni, i tempi per la sua concreta operatività si fanno sempre più stretti. Il Governo sta ritardo i tempi per adottare i decreti attuativi necessari e ancora mancano i dettagli sugli accordi con le banche e le assicurazioni, il parere del Consiglio di Stato, la registrazione della Corte dei Conti, più alcune circolari Inps. e considerando che di mezzo ci sono le festività di Pasqua, appare difficile che si arrivi in tempo per il 1° maggio, data indicata nella legge di Bilancio, entro la quale le misure previdenziali dovrebbero essere fruibili dai lavoratori interessati.

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Pensioni 2017 news: Ape, ecco perché la riforma rischia di non partire

Gli altri dubbi che fanno pensare a un possibile flop della riforma riguarda l’Ape volontario e l’Ape sociale, sia per quanto i costi, completamente a carico del beneficiario, della prima misura, sia per quanto riguarda il meccanismo che appare tortuoso e di difficile esperibilità. Possono fare richiesta dell’Ape volontario i lavoratori che siano iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, Ago, alla quale sono ricompresi il fondo gestioni speciali dei lavoratori autonomi e le forme sostitutive ed esclusive dell’Ago e alla Gestione separata Inps, a condizione che abbiano maturato i requisiti, ovvero: abbiano compiuto 63 anni di età; abbiano maturato almeno 20 anni di contributi; maturino il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi; non siano già titolari di pensione diretta (ovvero non siano titolari di assegno ordinario di invalidità); la pensione attesa sia di importo non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo, al netto della rata di ammortamento dell’Ape: in considerazione del fatto che che nel 2017 la rata mensile della pensione minima ammonta a 501,89 euro, l’importo dunque non deve essere inferiore a 702,65 euro. L’Ape volontaria non può essere erogata per meno di sei mesi e non oltre la maturazione del diritto alla vecchiaia. Gli altri elementi che dovranno essere chiariti sono i criteri,le condizioni e gli adempimenti per accedere al prestito, il funzionamento del Fondo di garanzia dello Stato, come dovranno essere effettuate le comunicazioni periodiche e si pensa a ulteriori e necessarie disposizioni. Il lavoratori interessati verosimilmente potranno presentare la relativa domanda per ottenere la certificazione del diritto all’anticipo all’Inps per via telematica, tramite il portale dell’Istituto o attraverso patronati accreditati. L’Inps nel certificare il diritto, determinerà l’importo minimo e massimo dell’Ape, servendosi delle disposizioni in fase di adozione. Una volta ricevuta la certificazione il lavoratore potrà presentare all’Inps: la domanda di Ape e simultaneamente la domanda di pensione di vecchiaia da liquidarsi al momento della maturazione dei requisiti.

Pensioni 2017 news: Ape, ecco perché la riforma rischia di non partire

L’Ape sociale invece desta dubbi per quanto riguarda la selezione troppa restrittiva dei requisiti che determinerà una platea molto ridotta di coloro che possono accedervi. L’Ape sociale deve essere considerato come un trattamento di natura assistenziale, commisurata al valore della pensione maturata al momento dell’istanza per accedervi. L’agevolazione, che accompagnerà il lavoratore fino alla maturazione del primo diritto utile alla pensione, anticipata o di vecchiaia, è interamente a carico dello Stato, ma entro una soglia economica massima di 1.500 euro al mese lordi, circa 1.50 euro netti circa mensili. Il trattamento verrà erogato per 12 mensilità ogni anno e sarà sperimentale fino al 31 dicembre 2018. Dopo il raggiungimento dell’età per la pensione, il lavoratore potrà diventare titolare della pensione sulla base delle normali condizioni senza penalità sull’assegno mensile. All’Ape social potranno accedere i lavoratori che avranno compiuto 63 anni di età e maturato almeno 30 anni di versamenti contributivi.

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