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Pensioni 2017 news: pensioni anticipate, riduzione dell’età pensionabile e contributiva, quali prospettive?

Pensioni 2017 news: pensioni anticipate, riduzione dell’età pensionabile e contributiva, quali prospettive?

Riparte oggi la seconda fase del confronto tra il Governo e i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil sulla riforma del sistema pensionistico. La discussione metterà al centro il nodo di come garantire un futuro pensionistico dignitoso alle giovani generazioni penalizzate da un ingresso tardivo nel mondo del lavoro e da carriere contributive spesso discontinue. Anche il brusco irrigidimento del sistema previdenziale con l’innalzamento dell’età anagrafica per l’uscita dal lavoro, determinato dalla legge Fornero, ha impattato sulla previdenza dei giovani lavoratori. L’Istituto nazionale delle politiche pubbliche, che dipende dal Ministero del Lavoro, ha rilevato che nei suoi primi tre anni di attuazione la riforma Fornero ha portato il 2,2% delle imprese a non effettuare assunzioni già previste. Questa percentuale equivale a 43mila giovani in meno che hanno avuto la possibilità di fare il loro ingresso nella realtà lavorativa. Il settore più colpito da queste rinunce ad assumere è stato quello industriale e ciò è avvenuto in particolare nelle aziende più grandi e nelle aree del Paese economicamente più avanzate.

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Pensioni 2017 news: pensioni anticipate, riduzione dell’età pensionabile e contributiva, quali prospettive

Tuttavia le conseguenze sull’occupazione giovanile ci sono state ma meno gravi rispetto a quello preventivate dai politici negli ultimi tempi. Anche nei prossimi anni potrebbe esserci un ulteriore calo delle assunzioni connesso all’aumento del requisito dell’età anagrafica che è stato agganciato automaticamente all’aspettativa di vita. A partire dal 2019 tale requisito aumenterà di altri 4 mesi se il legislatore non interverrà con una revisione di questo meccanismo.

Pensioni 2017 news: pensioni anticipate, riduzione dell’età pensionabile e contributiva, quali prospettive

Perciò, viste le tematiche da affrontare, il confronto tra Governo e sindacati si preannuncia piuttosto caldo tanto più che la fase attuativa delle misure già approvate con la legge di Bilancio 2017, come l’Ape e la Quota 41 per i lavoratori precoci  si muove con un clamoroso ritardo. I decreti attuativi devono ancora essere rivisti dai tecnici del Governo, alla luce dei rilievi sollevati dal Consiglio di Stato che ha evidenziato dei vuoti legislativi per quanto riguarda alcune categorie di lavoratori, in particolare quelli addetti al settore agricolo, e delle incongruenze sulle tempistiche di attuazione delle misure anticipatorie della pensione. I sindacati hanno già anticipato alcune loro richieste per quanto riguarda la seconda fase della riforma: abbassamento dell’età pensionabile e dell’anzianità contributiva da 36 a 35 anni in particolar modo per chi svolge lavori gravosi, l’aumento dei mesi di franchigia da 12 a 24. Mentre per i lavoratori precoci si fa sempre più forte la richiesta di un ampliamento della Quota 41 a tutti gli appartenenti a questa categoria da poter inserire, sotto forma di emendamento, nella manovra correttiva che il Parlamento sta esaminando prima della conversione del decreto legislativo in legge.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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