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Pensioni 2017 news: precoci per la Quota 41, lanciata nuova petizione online

I lavoratori precoci sono una delle categorie più penalizzate dalla legge Fornero e anche con il pacchetto pensioni approvato nell’ultima legge finanzia non hanno ricevuto risposta soddisfacente, alla loro richiesta di poter andare in pensione dopo una lunga carriera lavorativa e la maturazione di 41 anni di contributi. La Quota 41 è stata limitata da alcuni altri requisiti che ne consentono l’accesso solamente a circa un terzo della platea complessiva di questi lavoratori che hanno cominciato a lavorare in giovanissima età.

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Le categorie di lavoratori precoci che dal 1° maggio potranno accedere alla pensione con 41 anni di contributi sono:
– lavoratori dipendenti rimasti disoccupati in seguito a licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito di tentativo di conciliazione, che non percepiscono da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione;
– lavoratori dipendenti e autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave ex art 3 comma 3 legge 104/92;
– lavoratori dipendenti e autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa almeno del 74%;
– lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti ai sensi del Dlgs 67/2011;
– lavoratori appartenenti alle 11 categorie già elencate, da considerarsi come gravose.

Alla luce di tutto ciò i precoci continuano nella loro battaglia per ottenere la Quota 41 per tutti, così come era stato proposto nel disegno di legge 857 presentato dal presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano e per sostenere questa proposta erano state raccolte ben 50mila firme. Ora è stata lanciata un’altra petizione online indirizzata al Presidente della Repubblica, Presidente della Camera, Ministro del Lavoro e Presidente del Consiglio, per chiedere che questo disegno di legge venga recuperato e riportato in aula alla Camera: “Il DDL 857 dell’On.le Damiano è fermo da oltre quattro anni e nonostante le 50.000 firme raccolte e consegnate al Presidente della Camera dei Deputati On.le Boldrini non è ancora stato calendarizzato e discusso.
La Legge Fornero prima e il Job cct dopo, hanno incatenato i lavoratori ultracinquantacinquenni sul posto di lavoro e bloccato il ricambio generazionale.
Il ddl 857 elaborato dall’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano prevede l’uscita a partire dai 62 anni di età anagrafica e 35 anni di versamenti contributivi andando incontro ad una penalizzazione massima dell’8% decrescente di 2 punti percentuali per ogni anno di anticipo dell’età pensionabile che è fissato fino ad un massimo di quattro anni. Per i lavoratori precoci, invece, si prevede l’uscita con Quota 41, ovvero dopo il raggiungimento di almeno 41 anni di contributi effettivamente versati senza considerare l’età anagrafica e senza penalizzazioni.
CHIEDIAMO CHE I 41 ANNI DI CONTRIBUZIONE VALGANO PER TUTTI INDIPENDENTEMENTE DALL’ETA’”.

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