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Pensioni 2017 news: Quota 41 e Opzione Donna, fase decisiva

Pensioni 2017 news: Quota 41 e Opzione Donna, fase decisiva

Secondo quanto stabilito nella legge di Bilancio 2017, nel capitolo dedicato alla riforma delle pensioni è stato previsto che le domande per accedere alle misure previdenziali potevano essere presentate a partire dal 1° maggio 2017. Dopo il ritardo accumulato nell’adozione del decreto attuativo per l’Ape social e per la Quota 41, sottoscritto dal premier Paolo Gentiloni e i rilievi di legittimità sollevati dal Consiglio di Stato, l’iter sembra essere entrato in una fase di stallo preoccupante. Da più parti si comincia a parlare di una proroga, almeno fino al 31 luglio, per presentare le domande all’Inps. Il ritardo è aumentato anche in seguito ai rilievi del Consiglio di Stato sul decreto adottato dal Governo, con il suggerimento di estendere l’Ape social agli operatori del settore agricolo e a coloro che non hanno i requisiti per percepire la Naspi, ma versano in stato di disoccupazione da oltre tre mesi.

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Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti aveva assicurato: “Palazzo Chigi sta predisponendo il testo del decreto sull’Ape Social a seguito delle valutazioni del Consiglio di Stato”, aggiungendo le precisazione che tra qualche giorno sarebbero stati pronti per il vaglio da parte della Corte dei Conti e infine per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Al momento le domande per il riconoscimento del diritto alla pensione anticipata non possono essere presentate, la questione sarà affrontata durante il prossimo incontro tra Governo e sindacati programmato per il 10 maggio.

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Anche per il regime previdenziale di Opzione Donna sono settimane cruciali. La partita più importante si gioca sul numero preciso delle domande presentate dalle lavoratrici per il pensionamento con questa misura che consente il pensionamento a 57 anni di età, 35 di contributi e il calcolo integralmemte contributivo del trattamento pensionistico. La proroga della misura potrebbe avere possibilità di essere approvata se le domande risultassero sensibilmente inferiori alle aspettative. Anche se le lavoratrici hanno più volte ribadito che Opzione Donna non grava sul Bilancio dello Stato, almeno sul medio e lungo termine. Il 30 settembre prossimo si dovrebbero conoscere i dati ufficiali risultanti dal monitoraggio delle domande presentate. Nel frattempo le lavoratrici si stanno adoperando per ottenere i necessari sostegni trasversali tra tutte le forze politiche presenti in Parlamento

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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