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Pensioni 2017 news; Quota 41 e Opzione Donna, parla Walter Rizzetto, “Il Governo non può fare cassa sui pensionati”

La manifestazione di ieri organizzata dai lavoratori precoci, per chiedere la Quota 41, e a cui hanno partecipato anche le lavoratrici impegnate a ottenere la proroga del regime previdenziale di Opzione Donna, ha ancora una volta acceso i riflettori su queste due grandi vertenze, importanti sul piano sociale, economico e previdenziale. Alla manifestazione che si è tenuta davanti il Parlamento hanno preso parte anche diversi parlamentari e politici che hanno raccolto le richieste di tutti i lavoratori.

Tra gli altri anche Walter Rizzetto, esponente di Fratelli d’Italia si è recato tra i manifestanti a sostegno delle loro legittime richieste. Rizzetto a margine della manifestazione in un suo post su Facebook ha scritto: “Sì a Quota 41, sì a risoluzione definitiva del problema esodati, sì alla proroga di Opzione Donna al 2018, sì a un sistema che tenga conto dei lavori usuranti. Il Governo non può fare cassa sui pensionati. C’è il rischio reale che queste persone, che svolgono lavori usuranti, possano morire prima di prendere la pensione dopo aver svolto la propria attività per oltre trentacinque anni“.

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La posizione espressa da Walter Rizzetto si riaggancia con quella che pochi giorni fa hanno sostenuto tutti i gruppi parlamentari presenti nella Commissione Lavoro al Senato, che hanno sollecitato il Governo a voler proseguire il regime sperimentale Opzione Donna. Il presidente della Commissione di Palazzo Madama, Maurizio Sacconi, ha spiegato: “La legge Fornero sta manifestando tutta la sua rigidità che non ha eguali in Europa e in occidente. E sono soprattutto le donne a pagarne le conseguenze”. Si ricorda che il regime sperimentale di Opzione Donna era stato risparmiato anche dalla riforma Fornero che ha segnato il sistema previdenziale con un innalzamento dei requisiti per accedere alla pensione, ma con la legge di Bilancio 2017, la prosecuzione della misura è stata di fatto bloccata, nonostante questo speciale regime previdenziale si fondi su un calcolo contributivo integrale dell’assegno e quindi nel lungo termine non preveda alcun costo per lo Stato.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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