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Pensioni 2017 news: riforma fase 2, Tommaso Nannicini ha idee diverse dal Governo

Pensioni 2017 news: riforma fase 2, Tommaso Nannicini ha idee diverse dal Governo

Il professore Tommaso Nannicini che l’ex premier Matteo Renzi ha chiamato a Palazzo Chigi per coordinare il gruppo di lavoro sui temi dell’economia e del lavoro e che ora lo ha seguito nel quartier generale del Partito democratico al Largo del Nazareno come componente della segreteria, ha rilasciato un’intervista al Sole 24 Ore, dove ha sottolineato le priorità del Pd in materia di provvedimenti economici per sollecitare in tal senso l’Esecutivo, guidato dal premier Paolo Gentiloni, con il quale sembra scorgersi qualche differente valutazione sui provvedimenti pensionistici, da varare con la prossima Legge di Stabilità.

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Pensioni 2017 news: riforma fase 2, Tommaso Nannicini ha idee diverse dal Governo

Nannicini ha chiesto di dare priorità al lavoro dei giovani con il taglio strutturale dei contributi per i giovani lavoratori neoassunti e ha avanzato dubbi sulle ipotesi di blocco dell’adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita che oltre a pesare sui conti pubblici, sarebbe in contrasto con il principio suggerito dal partito democratico, quello “dell’equità tra le generazioni e dentro le generazioni”. L’idea di rivedere il meccanismo dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, che dal 2019 farebbe aumentare l’età di accesso alla pensione a 67 anni compiuti, trova largo consenso nel mondo politico e sindacale e di recente è stata avanzata, unitariamente, dai due presidenti delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi. Mentre Tommaso Nannicini ritiene che: “È una contraddizione parlare di pensioni per i giovani, ossia prenderci cura del futuro, e poi chiedere più risorse solo per chi in pensione ci va oggi”.

Pensioni 2017 news: riforma fase 2, Tommaso Nannicini ha idee diverse dal Governo

Secondo l’ex sottosgretario: “La sostenibilità del sistema previdenziale non è solo questione di conti che non possono essere scassati, ma di equità tra generazioni. Se si parla del sistema retributivo o del misto, quelli che riguardano chi sta per andare in pensione adesso, non ha senso cancellare l’adeguamento per tutti. Ma come ha ricordato anche l’Ocse, non tutti i lavoratori sono uguali. Nella scorsa legge di bilancio sono già stati esclusi i lavori usuranti. Bisogna vedere se ci sono margini per fare ulteriori interventi selettivi. E vanno rafforzati gli strumenti, come l’Ape sociale che sta avendo molto successo, che agiscono dal lato degli ammortizzatori sociali dando un reddito ponte fino alla pensione per chi è in difficoltà. Per gli altri, va fatta partire subito l’Ape volontaria. Ulteriori ritardi, con i tassi attuali, sarebbero dannosi oltre che incomprensibili”. Il principale consigliere economico di Matteo Renzi trova più importante impegnarsi per offrire ai giovani lavoratori la possibilità di avere un futuro previdenziale, almeno dignitoso: “C’è sicuramente il tema dell’adeguamento delle pensioni dei più giovani, i lavoratori che andranno in pensione tra 20 o 30 anni. La prima leva resta quella di creare lavoro. La seconda è un sistema di integrazione al minimo che ora non c’è per il sistema contributivo. Ossia un assegno di garanzia modulato sugli anni di contributi versati, riconoscendo anche i periodi spesi nella formazione. Un meccanismo che, oltre ad andare nella direzione dell’equità sociale e intra-generazionale, è anche un incentivo a lavorare e a versare contributi per le fasce più deboli. Anche questo, per il Pd, è prendersi cura del futuro”.

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