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Pensioni 2017 news: TFR e pensione integrativa, ecco come e cosa cambia

Pensioni 2017 news: TFR e pensione integrativa, come e cosa cambia

Nel testo del disegno di legge sulla concorrenza, che già è stato approvato dal Senato e ora si trova all’esame delle Commissioni Finanze e Attività Produttive della Camera per l’approvazione definitiva, è stata inserita una norma che riguarda la correlazione tra il Trattamento di Fine Rapporto e la pensione integrativa. Il TFR è una parte di retribuzione dei lavoratori dipendenti che viene accantonata e poi corrisposta all’atto della cessazione del rapporto di lavoro. Il lavoratore ha la garanzia di ricevere sempre il trattamento di fine rapporto perché anche in caso di datore di lavoro insolvente, egli lo riceverà attraverso il Fondo di Garanzia dell’Inps. La cifra che il lavoratore riceverà viene calcolata in riferimento a una quota della retribuzione annuale che viene incrementata in rapporto all’indice dei prezzi al consumo di ogni anno.

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Pensioni 2017 news: TFR e pensione integrativa, come e cosa cambia

Attualmente il decreto legislativo 252/2005 stabilisce per i lavoratori la possibilità di optare se ricevere il trattamento di fine rapporto al momento dell’uscita dal lavoro o se invece farlo confluire in un specifico fondo destinato a una pensione integrativa. Con il meccanismo del silenzio assenso, se il lavoratore non provvederà all’opzione, il trattamento di fine rapporto verrà versato direttamente in un fondo pensioni. Questo automatismo mette i lavoratori davanti a una scelta obbligata sulla modalità di fruizione del trattamento di fine rapporto con chi preferisce la pensione il fondo per la pensione integrativa per l’eventuale maggiore redditività, e invece chi vuole continuare a ricevere il trattamento di fine rapporto, nel modo tradizionale, per la sua maggiore sicurezza.

Pensioni 2017 news: TFR e pensione integrativa, come e cosa cambia

Con la nuova normativa che è uscita dal Senato, il lavoratore avrà a disposizione una maggiore possibilità di scelta, potendo decidere di destinare anche parte del Trattamento di Fine Rapporto al fondo pensionistico preferito in base a un accordo stipulato con il proprio datore di lavoro. In questo caso la parte residua continuerà a essere accantonata nel trattamento che poi costituirà la cosiddetta “buona uscita” che si riceve all’atto della cessazione del rapporto di lavoro. Nello stesso disegno di legge sulla concorrenza, adottato dal Senato, viene prevista anche la possibilità di ricevere in anticipo la pensione integrativa nel caso che il lavoratore resti disoccupato più di 24 mesi, invece che come prima da 48. Ma questa agevolazione vale solo per i lavoratori che si trovano a non più di 5 anni dal raggiungimento dell’età pensionabile e comunque questo anticipo della pensione integrativa resta subordinato al fatto che il fondo pensioni in cui si è versato non abbia stabilito termini più ampi.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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