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Pensioni 2018 quota 100 news: la proposta di Alberto Brambilla, ecco cosa cambierebbe

Cosa sappiamo sulla quota 100 per quanto concerne la Riforma Pensioni 2018 proposta dal Governo Conte? Come abbiamo già evidenziato più volte, si tratta della possibilità di uscire dal lavoro quando la somma degli anni di contributi versati e l’età anagrafica dà un risultato pari a 100 anni. Questo vuol dire che se si hanno 20 anni di contributi si andrà in pensione a 80? Assolutamente no. La Pensione Quota 100, infatti, non andrebbe a sostituire la pensione di “vecchiaia”. Si ritornerebbe, in somma, al periodo precedente alla Riforma Fornero. A oggi sopravvivono alcune tipologie residuali di pensione di anzianità con le quote: si tratta delle pensioni degli addetti ai lavori usuranti, delle pensioni dei beneficiari delle salvaguardie e del cosiddetto salvacondotto. Ma anche se si andrebbe in pensione prima lo si farebbe con meno soldi. Ecco i dettagli emersi nelle ultime ore.

Pensioni 2018 quota 100: il pensiero di Matteo Salvini

Il vicepremier e ministro dell’Interno assicura che verrano allo stesso tempo verrano rispettati gli “impegni presi con gli italiani”. In primis quello sulle pensioni e sulla quota 100 “per mandare in pensione chi ne ha diritto e dare posti di lavoro ai giovani”. Lo ha detto al termine del Consiglio dei Ministri tenutosi nella giornata di ieri, martedì 4 settembre 2018.

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Pensioni 2018 quota 100: il pensiero di Tito Boeri

Per quanto riguarda la proposta dell’esecutivo gialloverde, “ripristinando le pensioni di anzianità con quota 100 (o 41 anni di contributi) si avrebbero subito circa 750.000 pensionati in più” con un costo, nella versione ‘pura’, “fino a 20 miliardi all’anno” dice Boeri, stimando l’impatto del programma Lega-M5S e ribadendo le critiche sul possibile ripristino delle pensioni di anzianità.

Pensioni 2018 quota 100: sarà nella prossima Legge di Bilancio?

Ad anticipare la possibilità di inserire la riforma quota 100 nella prossima legge di bilancio è stato Massimo Garavaglia, viceministro dell’economia intervistato da Maria Latella su SkyTg24. “Dovessi decidere io – ha detto il leghista – farei prima la flat tax, per fare entrare più gente possibile nel mondo del lavoro e far nascere nuove partite Iva, un tema collegato al reddito cittadinanza, però viene percepita come una priorità anche la Fornero quindi penso che alla fine le cose andranno di pari passo.” “Mi pare di capire – aggiunge Garavaglia – che sia tema di legge di bilancio, ma non ne abbiamo ancora parlato con gli altri colleghi, il consiglio dei ministri non penso che ne abbia parlato, però di sicuro sarà in legge di bilancio.”pensioni 2018 quattordicesima

Pensioni quota 100: la nuova proposta di Alberto Brambilla sui requisiti

Per le pensioni, la proposta Brambilla prevede, oltre all’uscita dal lavoro a 64 anni con almeno 36 anni di contributi, la sostituzione dell’Ape social “per tutti i lavoratori, con un Fondo esuberi, sulla scia di quanto già sperimentato con successo ad esempio dalla categoria dei bancari”. Nel settore del credito, infatti, dal 2000 esiste un Fondo esuberi di categoria, completamente finanziato da imprese e lavoratori (e dunque a costo zero per la collettività) che in questi anni ha accompagnato alla pensione quasi 62.000 lavoratori. “Si tratta di una parte fondamentale della proposta perché -sottolinea Brambilla- le regole di accesso sarebbero le stesse dell’Ape social (lavoratori con problemi fisici, che hanno in carico familiari con handicap etc), ma anziché far decidere all’Inps sulla base di procedure burocratiche chi ha diritto all’anticipo e chi no, noi vogliamo spostare la facoltà di decidere a livello aziendale, tramite una concertazione tra azienda e sindacati”.

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