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Pensioni 217 news: Opzione Donna interrogazioni parlamentari sulla proroga, le lavoratrici non mollano

Pensioni 217 news: Opzione Donna interrogazioni parlamentari sulla proroga, le lavoratrici non mollano

Lucia Rispoli, tra le amministratici del gruppo pubblico Facebook “Movimento Opzione Donna”, movimento che si batte per il riconoscimento del diritto delle donne lavoratrici ad avere riconosciuta la possibilità di andare in pensione con il regime Opzione Donna, che consente l’uscita anticipata al raggiungimento dei 57 anni di età e con 35 anni di contribuzione, sulla pagina del gruppo informa che il 4 maggio, alla Commissione Lavoro e Previdenza Sociale del Senato saranno discusse alcune interrogazioni parlamentari sul tema di Opzione Donna.

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Pensioni 217 news: Opzione Donna interrogazioni parlamentari sulla proroga, le lavoratrici non mollano

La stessa Lucia Rispoli nel post ricorda che: “Lo scorso 8 marzo 2017 tra il Movimento Opzione Donna, nelle persone delle sue amministratrici, ed i componenti della Commissione lavoro del Senato presieduta dal Senatore Sacconi. Rammentiamo che nel corso dell’audizione informale le amm.ci del Movimento hanno rappresentato motivata richiesta di proroga del regime sperimentale Opzione Donna”. Le interrogazioni sono state presentate dai senatori:
Gatti – Sull’utilizzo dell’opportunità “opzione donna” prevista dalla legge n. 243 del 2004
BENCINI ed altri – Sulla sperimentazione del regime dell’opzione donna
D’ADDA – Sulla prosecuzione della sperimentazione del regime “opzione donna”
CATALFO ed altri – Sulla prosecuzione della sperimentazione del regime pensionistico “opzione donna””.

Pensioni 217 news: Opzione Donna interrogazioni parlamentari sulla proroga, le lavoratrici non mollano

Le lavoratrici del Movimento Opzione Donna, malgrado le forti resistenze incontrate non demordono nella loro battaglia perché venga riconosciuto e valorizzato il doppio lavoro delle donne cha hanno anche il carico della cura familiare, dando loro la possibilità di anticipare il loro pensionamento. Come scrivono sul gruppo: “Il Movimento Opzione Donna ritiene che debba essere sostenuta Opzione Donna e la sua proroga, possibile ai sensi della legge 243/2004, che consente alle donne di accedere alla pensione a 57/58 anni con 35 anni di contributi perché la proroga di questa misura, con l’accesso di altre migliaia di Donne, crea un virtuoso circuito di risparmi per le casse dello Stato e libera posti di lavoro e siamo pronte a dimostrarlo. Le risorse risparmiate nel corso dell’anno 2016 ci sono e, comunque altre risorse possono e debbono essere trovate, come sono state trovate per altri temi politici, per altre cause ritenute “da salvaguardare”.
Altre misure pensionistiche attualmente in discussione sono un costo per lo Stato, un costo senza alcun risparmio possibile: esemplificativa tra tante misure quella di quota 41 che rappresenta solo un costo spropositato se paragonato ai RISPARMI di Opzione Donna. ALLORA PERCHE’ NON SOSTENERE ENTRAMBE LE MISURE, se comunque si vuole rivedere l’attuale sistema pensionistico consci della drammaticità dell’intervento della riforma Monti – Fornero?
ALLORA, DOVE STA IL PROBLEMA?”. 

Foto in apertura pixabay.com nile

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