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Pensioni, Governo sotto assedio per rivalutazione e restituzione immediata di quanto dovuto dopo la sentenza della Consulta

In attesa che lunedì, il Parlamento ricominci a lavorare, a dire la loro su come il Governo dovrebbe agire a seguito della sentenza di incostituzionalità sulla perequazione prevista nella riforma Fornero, da parte della Corte Costituzionale, sono le associazioni dei consumatori e i sindacati. Secondo il sindacato dei pensionati della Cgil, il Governo e l’Inps non potranno che applicare la sentenza e perciò reintrodurre il meccanismo di rivalutazione delle pensioni restituendo a stretto giro quanto dovuto ai pensionati.

Il segretario dello Spi-Cgil, Carla Cantone ha dichiarato: “È del tutto evidente che bisognerà tornare al meccanismo di rivalutazione ante Fornero. La sentenza su questo è molto chiara: non si può fare cassa con i pensionati. Le pensioni da lavoro, che sono state conquistate e non regalate, devono essere tutelate”. Secondo la Cgil il Governo oltre a reintrodurre la rivalutazione dovrebbe modificare in maniera più ampia la Legge Fornero, in particolare sulla parte che riguarda gli esodati e l’età pensionabile perché si è determinata una penalizzazione sia per gli anziani che per i giovani.

Il Codacons ha preannunciato che promuoverà una class action pro-pensionati per ottenere subito la rivalutazione delle pensioni di importo inferiore a 2.400 euro mensili. Carlo Rienzi, presidente dell’associazione pensa che migliaia di pensionati presenteranno ricorso per ottenere l’applicazione della sentenza poiché: “Tagliare gli assegni pensionistici o bloccare la rivalutazione delle pensioni, come ha sostenuto la Consulta, è un atto illegittimo”. Alcuni esperti in materia di welfare mostrano qualche perplessità. Secondo Giuliano Cazzola: “E’ sicuramente importante difendere il diritto dei pensionati ad un trattamento adeguato, ma non al punto di creare problemi di sostenibilità all’intero sistema pensionistico e ad un quadro ancora precario delle finanze pubbliche. E’ poi inaccettabile l’osservazione riguardante l’insufficiente motivazione del provvedimento come se alla Corte Costituzionale non conoscessero le condizioni del Paese nel novembre del 2011, quando non era a rischio solo la rivalutazione automatica, ma il pagamento stesso delle pensioni”. Comunque in tempi sicuramente brevi il Governo dovrà trovare una soluzione che al momento appare non facile.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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