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Pensioni, incostituzionale la perequazione: adesso vanno restituiti 5 miliardi

La Consulta ha bocciato la norma Fornero contenuta nel cosiddetto “Salva Italia”. La legge prevedeva che per il 2012 e per il 2013 le pensioni di importo superiore a tre volte il minimo Inps si applicasse la perequazione. I giudici della Corte hanno, adesso, considerato tale meccanismo incostituzionale.

Il governo Monti decise quella misura in un momento storico in cui la crisi economica stava attanagliando l’Italia e il ministro Fornero si commosse fino alle lacrime quando si adottò il provvedimento che andava a bloccare gli aumenti di tutti di quei trattamenti che superavano di tre volte il minimo Inps. L’Avvocatura dello Stato ha stimato che l’impatto sui conti pubblici è pari a circa 1,8 miliardi per l’anno 2012 e di circa 3 miliardi per il 2013. .

L’ex ministro Elsa Fornero ha immediatamente replicato: “Il blocco della perequazione per le pensioni oltre tre volte il minimo non fu scelta mia, fu una decisione di tutto il Governo presa per fare risparmi in tempi brevi. Vengo rimproverata per molte cose, ma quella non fu una scelta mia, fu la cosa che mi costò di più“. Mentre ora, il viceministro dell’Economia Enrico Morando ha spiegato che: “Se si dichiara illegittima la mancata corresponsione dell’adeguamento, quei pensionati ora hanno diritto ad averlo. La conseguenza è che l’adeguamento va corrisposto. Ancora non abbiamo effettuato i calcoli ma è chiaro che la sentenza ha conseguenze rilevanti sul bilancio pubblico“.

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