in

Pensioni Quota 100, Cazzola: «Ogni lavoratore del Nord che andrà in pensione verrà rimpiazzato da uno straniero»

«E’ una misura contro il lavoro. I dati ci dicono che in realtà quelli che sono andati in pensione anticipata sono più di quelli che ci sono andati con la vecchiaia». L’economista Giuliano Cazzola intervistato da Radio Cusano Campus attacca “Quota 100”, la riforma delle pensioni voluta dal governo gialloverde e si spinge anche oltre la pura analisi economica. «Ogni lavoratore del Nord che andrà in pensione verrà rimpiazzato da uno straniero», afferma alla radio universitaria romana.

«Penso che sia un errore – dice – anche se alla fine uscirà un po’ ridimensionata rispetto alle promesse. Il fatto che l’abbiano rinviata deriva dall’obbligo di bollinare le norme dalla ragioneria dello Stato. Secondo me è una spesa inutile che finisce per premiare un certo tipo di lavoratori, io l’ho definita una liquidazione. E’ una misura contro il lavoro. I dati ci dicono che in realtà quelli che sono andati in pensione anticipata sono più di quelli che ci sono andati con la vecchiaia, quindi non è che la Fornero costringesse i lavoratori di andare in pensione all’età di Matusalemme». Poi l’affermazione che spiazza, “Quota 100” sarebbe una norma maschilista. «La Fornero quindi non è il carcere duro per i lavoratori. La Fornero ha aumentato l’età pensionabile soprattutto per le donne. Ma anche quota 100 è una norma maschilista perché trovare una donna che riesca a mettere insieme 38 anni di contributi è molto raro, soprattutto nel privato. Ciò detto c’è questa idea che lavorare fa male, per cui prima si esce e meglio è. Anche dal reddito di cittadinanza emerge proprio l’idea: se riesci a non lavorare è meglio. E’ un decreto che ha una filosofia contro il lavoro. Su quota 100, il meccanismo automatico che esce un lavoratore e ne entra un altro non c’è, bene che vada è un ricambio 1 a 1, ma è difficile che sia un ricambio 1 a 3. Io poi sono dell’idea che questa cosa produrrà dei guai sul versante dell’offerta di lavoro al settentrione perché quelli che se andranno saranno soprattutto lavoratori residenti al nord. Ci sarà più gente che esce rispetto a quella che entra, per un semplice dato demografico. Per quelli che usciranno non ci saranno fisicamente persone in egual misura che potrebbero entrare al loro posto e quindi alla fine arriveranno nuovi lavoratori stranieri».

Sui meccanismi di ricerca del lavoro nel circuito del reddito di cittadinanza Cazzola afferma: «Non è facile trovare posti di lavoro sull’unghia, sembra che i posti ci siano ma qualcuno non li abbia voluti cercare. Credo che non solo sia difficile rispettare questi tempi, ma creerà problemi alla gente. A me farebbe piacere che ci fosse un pochino di più di mobilità, ma è l’idea di una migrazione che in realtà non si vede. E poi sul piano strumentale ci vorrebbe una banca dati che non c’è e che non si fa da qui ad Aprile. Non credo che il centro per l’impiego di Savona sia in contatto con quello di Foggia».

Leggi anche –> Pensioni quota 100: «Nessun passo indietro, la riforma si farà»

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

Aurora Ramazzotti svela perché non andrà all’Isola: «Da mia madre ho preso un difetto fisico!»

bomba da gino sorbillo

Bomba da Gino Sorbillo a Napoli: il secondo attacco in cinque anni nella storica pizzeria