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Pensioni: se l’Inps fallisse cosa succederebbe?

Tito Boeri in audizione presso la Commissione di controllo sugli enti previdenziali presso la Camera dei Deputati, interpellato sul disavanzo di bilancio dell‘Inps per l’anno 2016 ha detto: “Abbiamo fatto un accantonamento più importante al fondo svalutazione crediti. Prima si facevano accantonamenti più bassi per poi aumentarli a consuntivo. Ora li abbiamo fatti superiori e per questo c’è stato un deterioramento del disavanzo. Abbiamo fatto un’operazione di trasparenza“.

Secondo il presidente dell’Inps, il disavanzo per il 2016 non comporterà alcuna ripercussione sull’erogazione delle prestazioni: “Se l’Inps fallisse, e non sta avvenendo, i cittadini continueranno ad avere le loro prestazioni e le loro pensioni”. Boeri nel rassicurare i pensionati ha spiegato che i dati servono all’ente previdenziale per chiedere al Governo provvedimenti di copertura per il costo del personale: “L’Inps sta subendo una vera e propria emorragia con disagi rilevanti per gli utenti”.

Infine il professore bocconiano ha fatto una panoramica sulle pensioni future: dei lavoratori nati nel 1980 solamente il 38,67% accederà alla pensione prima dei 70 anni, età minima nel 2050 per la pensione di vecchiaia. Dunque si lavorerà più a lungo e le pensioni saranno inferiori del 25% rispetto a quelle attuali.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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