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Per ridurre i rischi di infarti, meno sale più potassio

Il sale rende le pietanze più gustose. Sappiamo, però, come faccia male alla nostra pressione sanguigna e alle relative patologie. Soprattutto perché a ricordarcelo sono i cardiologi quando andiamo a visita per controllare che sia tutto ok: “Aggiungete meno sale nelle pietanze ed eliminate quelle già salate come crackers, snack, insaccati, prodotti in salamoia, etc…

sale

Ma ora il solo “uso limitato” del sale non basta a prevenire i rischi di infarto e di ictus. A dirlo è una recente indagine medica condotta su vasta scala dalla Queen Mary University di Londra e pubblicata sul British Medical Journal. Su un campione di circa 128 mila persone, i ricercatori hanno scoperto che i livelli di pressione erano più bassi in coloro che assumevano più potassio, tra i 3 e i 4 grammi al giorno. Inoltre, in questi soggetti il rischio di ictus era ridotto fino al 24% in meno rispetto a tutti gli altri soggetti esaminati. Stessa conclusione, a livello di pressione sanguigna, per coloro che riducevano il consumo di sale: in poche settimane la pressione scendeva a livelli più ottimali, senza interferire sulla funzionalità renale, sugli ormoni e sui livelli di lipidi contenuti nel sangue.

In conclusione, come ci spiega Graham MacGregor, responsabile dello studio, per poter tenere apposto il sistema cardio-circolatorio è necessario intervenire in modo combinato sulla diminuzione del sale e sulla maggiore assimilazione di potassio. Se la prima azione viene eseguita oramai da un po’ tutte le persone, che hanno imparato a consumare meno sodio, il potassio è ancora un elemento sconosciuto ai più.

Tanta gente, ad esempio, non sa qual’è il quantitativo di potassio da assumere giornalmente né in quali cibi è contenuto. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) fissa in 3,5 grammi/die la dose raccomandata di potassio. Mentre per il sodio sarebbe opportuno non andare oltre i 2 grammi giornalieri (che tradotti in sale da cucina, diventano 5 grammi). Stessa ignoranza c’è nei confronti degli alimenti che lo contengono e che, per questo, non dovrebbero mancare mai sulla nostra tavola.

frutta e verdura 2

Sicuramente frutta e verdura. In modo particolare i legumi come piselli e fagioli (il cui contenuto di potassio è di 1300 mg per 100 g. di prodotto) ma anche le lenticchie (900 mg. per 100 g.). Frutta secca come nocciole, noci, arachidi e mandorle sono buoni integratori di potassio (si va dai 600 ai 750 mg. per 100 g. di frutta). Lo stesso vale per verdure come spinaci (550 mg. per 100 g.) o la papaia, il melone, i cetrioli, le banane (circa 300 mg. su 100 g.). Infine carote, cocco, anguria e ciliege aiutano ad integrare il potassio necessario (si va dai 200 ai 280 mg. per 100 g di questi frutti).

Urban Post si è già occupato, in un precedente articolo, degli alimenti che contengono potassio e magnesio. Vi invitiamo a visionarlo per attingere ulteriori informazioni cliccando sul link qui di seguito:

https://urbanpost.it/quali-sono-i-cibi-che-contengono-potassio-e-magnesio

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