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Perché nelle conchiglie si sente il rumore del mare?

«Conosco certe persone fortunate che accostano una conchiglia all’orecchio e sentono il rumore del mare, il frangersi delle onde sugli scogli, gli stridi dei gabbiani, il fragore della tempesta se c’è la tempesta. Io nelle conchiglie non sento niente», scrive così Luigi Malerba in uno dei suoi libri più famosi, Ti saluto filosofia, e in realtà ancora una volta aveva ragione lui. Perché nelle conchiglie in effetti non si sente il rumore del mare. Non ci credete? Chissà quante volte vi sarà capitato di accostare una conchiglia vicino all’orecchio e di udire il suono delle onde… Beh, non si tratta che di un’illusione. L’origine di questo fenomeno non ha niente a che vedere, infatti, con il mare.

Davvero nelle conchiglie si sente il rumore del mare?

Come dicevamo il rumore del mare ascoltato dopo aver appoggiato una conchiglia all’orecchio non è legato al mare né alla conchiglia di per sé, tant’è che potrebbe essere riprodotto uguale da altri oggetti, come ad esempio una tazza. Quel che si sente non è altro che l’eco del rumore dell’ambiente che ci circonda. Quel refolo di vento, che si insinua tra l’orecchio e la conchiglia, fa vibrare l’aria contenuta nella cavità della conchiglia, lasciata vuota dall’animale, generando un eco, favorito dal carbonato di calcio, che è il materiale duro che costituisce appunto il guscio, sul quale le onde sonore rimbalzano più volte. Quel rumore ripetuto, produce quello sciabordio, che ci riporta indietro nel tempo, all’infanzia, alle vacanze con i nonni, ai primi amori estivi. Ma vi ripetiamo, non si tratta che di un’illusione, intrisa di poesia. 

Risonanza di Helmholtz: l’effetto amplificante delle conchiglie

Scientificamente ogni onda sonora proveniente dall’esterno e che passa vicino alla conchiglia, fa vibrare l’aria presente all’interno di essa, dando così maggiore intensità a rumori altrimenti poco udibili. Le parenti della conchiglia quindi fungono da cassa di risonanza, proprio per questo, mettendo quest’ultima vicino all’orecchio pare di percepire la risacca del mare. Tale effetto amplificante è simile a quello prodotto dai risuonatori di Helmholtz, dal nome del primo scienziato che studiò l’effetto di risonanza prodotto dai corpi cavi. Si tratta di fenomeno con cui le persone si confrontano tutti i giorni, pur ignorandone il nome e meccanismo: ad esempio quando si soffia delicatamente attraverso il collo di una bottiglia vuota.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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