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“Perdere peso senza fatica si può. Chiedimi come”: informatevi per non cadere nelle trappole del network marketing

“Perdere peso senza fatica si può. Chiedimi come!” Chiunque abbia accesso all’universo del web, nella fattispecie quello dei social come Facebook ed Instagram, prima o dopo si è imbattuto in soggetti che promuovono la forma fisica come unica meta da raggiungere, proponendo programmi alimentari associati a beveroni, infusi ed integratori miracolosi, facendo perno su un’utenza fragile e poco informata. Chi sono? Per chi lavorano?

“Il tuo futuro, il tuo successo, la tua opportunità”

Alle spalle di questi venditori di fumo troviamo le aziende di network marketing. Esse si distinguono per una comunicazione aggressiva, costruita sull’idealizzazione del successo accessibile, del progresso personale e dell’autonomia lavorativa. Oltre alla forsennata ricerca di clienti, quindi, il loro obiettivo è quello di reclutare adepti da inserire nei loro team vincenti, assicurando il raggiungimento di un’indipendenza economica immediata.
Nell’area di reclutamento del sito di una delle più celebri aziende, capeggiano frasi ad effetto e spot entusiasmanti come: “Un’opportunità di reddito dalle potenzialità illimitate che puoi adattare alla tue esigenze”. 
Com’è ovvio presupporre, niente di tutto ciò avviene e, difatti, i dati stimati ci raccontano che il 90% degli aderenti abbandona entro il primo anno, contro la ridicola percentuale d’ingresso non quantificabile, poiché molti aderenti vengono assuefatti ed arruolati tra le fasce deboli, per le quali appariva irraggiungibile il benessere e la stabilità.
Quasi tutte le realtà di network marketing introducono al business i nuovi arrivati con corsi di vendita dove i partecipanti apprendono delle tecniche di base.
E qui giungiamo ad un altro grosso nodo di questo mondo a sé stante, dove il se vuoi puoi è un must. E’ proprio così che l’azienda pretende, ed è proprio così che nel frattempo sta costruendosi una scappatoia per giustificarsi agli occhi della stragrande maggioranza che abbandona:
“E’ colpa tua che non ci hai creduto abbastanza”.
Un circuito assillante e prepotente, che prevede l’ostentazione dell’ottimismo e della positività a tutti costi e che non ammette il fallimento. Niente di umanamente accettabile, insomma.

Il mio nutrizionista ha una laurea, il tuo?

Per quanto riguarda le esperienze lavorative, è importante che ognuno intraprenda e viva sulla propria pelle quelle che più gli aggradano. Qui il discorso, purtroppo, diventa un altro, ed è il più banale di tutti: la salute fisica. Da cui dipende anche quella mentale.
Perché affidare la propria nelle le mani di qualcuno che non possiede assolutamente le conoscenze e le qualifiche necessarie per occuparsene? Perché incentrare tutto sulla perdita di peso, e non sulla educazione alimentare?
Oltre a dedicarsi alla ricerca di un professionista, sarebbe vitale da ricordare che lo specchio è solo un oggetto, non ci racconta sempre la verità, e sicuramente noi non siamo un riflesso.

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