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Perfezionismo: ecco la ricerca che svela gli effetti negativi che provoca

Tutto dev’essere perfetto, ogni compito dev’essere portato a compimento, sbagliare non è concesso, queste sono alcune regole che caratterizzano le gesta delle persone perfezioniste. Il rifiuto delle imperfezioni porta spesso coloro che hanno la tendenza al perfezionismo ad accumulare alti livelli di stress che possono portare a situazioni di disagio emotivo. A svelare questo aspetto e gli effetti negativi che può provocare è uno studio, pubblicato sulla rivista Personality & Social Psychology Review, condotto dalla St John University e della University of Bath.

I ricercatori hanno analizzato 43 studi, svolti negli ultimi 20 anni, sull’argomento, da questi sono arrivati ha individuare due tipologie di perfezionismo: positivo e negativo. Il primo è fondamentale per il raggiungimento di standard elevati, in grado di offrire una maggiore soddisfazione personale. Il secondo, invece, è quello caratterizzato dalla paura di commettere errori, dalla presenza di dubbi e incertezze riguardo ai compiti svolti o che si devono svolgere. Aspetti che possono portare all’insorgenza di una sindrome di forte stress, burnout, con sintomi quali insonnia, depressione, stanchezza e talvolta anche disturbi alimentari.

Ogni errore è visto come un vero e proprio fallimento per il quale non si trova pace, colpevolizzandosi e criticandosi pesantemente. La ricerca evidenzia come essere perfezionista può portare a un peggioramento delle prestazioni lavorative ed essere un tratto distruttivo, che può interferire anche nei rapporti sociali. Fissare degli obiettivi realistici, accettare gli errori commessi e perdonarsi quando questo accade sono alcune delle nuove regole che un perfezionista dovrebbe apprendere per evitare l’esaurimento emotivo.

Photo credit: PathDoc/shutterstock

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