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Pessimismo: 6 conseguenze che colpiscono chi pensa sempre in negativo

Il pessimismo è un approccio alla vita con il quale tutti noi abbiamo a che fare almeno una volta al giorno. Ci sono poi persone che lo sono in maniera cronica e si fanno inglobare dai pensieri negativi e dalle paure nel non riuscire a raggiungere i loro obiettivi. Secondo alcune ricerche, però, le conseguenze non sarebbero tutte qui: infatti, pensare in modo negativo aumenta il rischio di infarto, depressione, ansia e non solo: ecco 6 conseguenze tipiche.

Rischio infarto: secondo i ricercatori del Dipartimento di Psichiatria del Päijät-Häme Central Hospital, in Finlandia, tramite una ricerca della durata di 11 anni e che ha coinvolto 2267 soggetti di età compresa fra i 52 e i 76 anni, il pessimismo potrebbe comportare problemi anche gravi al cuore, come infiammazioni e infarti.

Depressione: pensare in modo negativo potrebbe portare la persona ad arrendersi più facilmente quando incontra difficoltà o avversità. Questo perché rimuginare tutto il giorno può far credere che la nostra visione del mondo, in questo caso pessimistica, sia l’unica corretta con conseguenze sulla nostra salute mentale.

Ansia e attacchi di panico: la paura di morire o di non farcela, i pensieri riconducibili al pessimismo possono diventare cronici e aumentare i livelli di ansia fino a sfociare in veri e propri attacchi di panico. Il rischio è di cadere in una spirale di insicurezze dalla quale, col passare del tempo, è sempre più difficile riemergere.

Compromette i rapporti personali: che siano le amicizie, il partner o i parenti, pensare in modo negativo e trovare qualcosa di sbagliato in ogni azione, anche verso gli altri, potrebbe isolarci e fomentare rabbia nei nostro confronti e frustrazione dentro di noi.

Compromette i rapporti lavorativi: anche sul piano lavorativo il rischio è di sembrare il classico uccello del malaugurio. Dire al proprio capo di non essere capace o di non farcela a raggiungere un obiettivo è sempre un’azione da evitare. Il rischio è di perdere il proprio lavoro e di risultare antipatici e poco inclini a portare iniziative, soprattutto se si lavora in squadra.

Aumenta il senso di solitudine: lamentarci di continuo e vedere tutto nero può farci isolare dagli altri per volere degli altri. A nessuno piace avere di fianco una persona che ricorda solo rischi e vicissitudini. Si può dare l’idea di essere persone inconcludenti e poco inclini ai cambiamenti.

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