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«Pestare la c***a», perché si dice porti fortuna? La spiegazione vi sorprenderà

Certamente vi sarà capitato almeno una volta nella vita di pestare il letame, magari al parco, davanti casa o mentre eravate ad un campeggio. E quasi sicuramente qualcuno nei paraggi vi avrà detto di non preoccuparvi per l’inconveniente perché «calpestare la cacca porta fortuna». Da dove nasce però questa diceria? Per soddisfare una curiosità del genere bisogna andare indietro nel tempo. Davvero tanto indietro…

«Pestare la c***a porta fortuna»: perché si dice così?

Tanto per cominciare il letame è considerato un fertilizzante, dunque è benedetto dagli agricoltori da sempre. Proprio per questa ragione è considerato prezioso, degno di rispetto. L’origine di tale proverbio come dicevamo è decisamente secolare. Come riporta “Focus” nell’antico Egitto agli escrementi, feci e urina, sia umani che animali, venivano attribuite importanti virtù terapeutiche. Una credenza che difatti ha valicato i secoli – pensiamo soltanto al 1700, periodo in cui gli escrementi erano inseriti nella farmacopea, proprio perché ritenuti efficaci dalla medicina ufficiale – e che è arrivata sino ai giorni nostri. Ad esempio oggi in India gli escrementi vengono ancora utilizzati e non soltanto per concimare, ma anche per fare delle particolari costruzioni e per accendere il fuoco. Ma non è finita qui… anche perché la spiegazione in questi termini non è sufficiente: è innegabile, infatti, che il letame sia di per sé disgustoso e che quindi abbia una valenza negativa, proprio perché è uno scarto e/o rifiuto del corpo. Sempre su “Focus” si legge, che per comprendere appieno il significato di tale diceria sia necessario scomodare la psicanalisi: «pestare la cacca da una parte vuol dire sporcarsi e ricordarsi dell’impurità presente in tutti, dall’altra significa riconoscere questo elemento come positivo, dunque bene augurante». Un duplice significato quindi, una valenza ambigua.

«Pestare la c***a porta fortuna», il detto popolare nella seconda guerra mondiale

Tuttavia, tale credenza per alcuni rimanda ad altro: nella seconda guerra mondiale ad esempio il significato di questo detto popolare è associato non al concime né alle proprietà benefiche del letame. Si diceva, infatti, che dove c’era la «cacca», non c’erano le mine antiuomo, proprio perché il fatto che un animale, spesso un cane, avesse potuto fare gli escrementi senza saltare in aria per un ordigno, indicava «terreno libero». Insomma un buon segno per i soldati partiti al fronte. Lo avreste detto?

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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