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Pets – Vita da Animali recensione: le avventure degli amici a quattro zampe che peccano in originalità

Chris Renaud torna dietro la macchina da presa dopo il grande successo di “Cattivissimo Me”, coadiuvato dal collega Yarrow Cheney: alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 è arrivato il tanto atteso “The Secret Life of Pets” l’equivalente de “La vita segreta degli animali”. La casa di produzione è sempre la stessa, la Illumination Entertainment capace di far registrare numeri da record ai botteghini con i “Minions”; difficile, dopo aver visto The Secret Life of Pets a Venezia 73, ambire a numeri simili. Si tratta di un film d’animazione e, avere delle aspettative più elevate, potrebbe apparire delittuoso: negli ultimi anni, però, il palato del cinefilo è stato abituato a lavori di qualità ben superiore. Dovessimo andare a stilare una graduatoria delle migliori pellicole d’animazione degli ultimi tempi, The Secret Life of Pets occuperebbe l’ultimo posto utile, lontano anni luce da lavori come Up e Inside Out della Pixar.

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L’esperienza di “Cattivissimo Me”, però, sembra aver tracciato la strada di Chris Renaud: oggigiorno l’obiettivo principale di un’industria è fatturare, magari dando meno peso alla sceneggiatura. Già, in The Secret Life of Pets non aspettatevi nulla di speciale: potreste già uscire dalla sala cinematografica dopo i primi venticinque minuti di film per la banalità della trama. Tutto è lineare e semplice: un cagnolino abbandonato (Max) un giorno viene trovato per strada da una giovane ragazza amante degli amici a quattro zampe. Vivono un periodo di perfetta simbiosi, come due fidanzatini da quadretto stucchevole. All’improvviso, però, il perfetto equilibrio viene interrotto: entra in gioco un nuovo compagno d’avventura di cui Max è terribilmente geloso. In questo archetipo dell’animale come uomo, il “cagnetto” non è altro che la macchietta di un bambino piccolo alla vista del fratellino. Sullo sfondo la scena si arricchisce di variegate specie di animali domestici: il giovane Max è il leader.

Il suo carisma ammalia le donnine del condominio. In un quadretto dedicato al regno animale c’è spazio per la caricatura dell’uomo: il dog-sitter distratto e innamorato, incapace di saper gestire la situazione. Banale, tutto fin troppo banale. Una serie di vicissitudini porteranno gli eleganti e ordinati animali domestici a fare i conti con la dura realtà del mondo: sfuggire all’invidia dei randagi, privi dell’amore dell’uomo.

Apprezzabile l’idea di base su cui si fonda “The Secret Life of Pets”: chiunque abbia un animale domestico avrà pensato, almeno una volta nella vita, a cosa faccia durante il corso della giornata, in attesa di veder rincasare il proprio padrone. Sforzando l’immaginario dello spettatore si può dare spazio a una piccola interpretazione filosofica: la lotta tra randagi e domestici, il dislivello sociale. Uno squilibrio presente tanto nel mondo degli esseri umani, quanto in quello degli animali. Il “simpatico” coniglietto ne è l’emblema: fautore della rivoluzione dei randagi, una volta entrato “nel sistema” cambierà idea. Insomma, gli animali non sono poi tanto diversi dagli uomini, nell’immaginario di Chris Renaud.

The Secret Life of Pets, in definitiva, è una pellicola da gustare quando volete staccare dallo stress della quotidianità. Il 3D funziona a tratti ed è godibile solo per alcuni, brevi, momenti. Gli incassi, però, danno ragione ai produttori: negli Stati Uniti ha fatto registrare numeri da capogiro e la sensazione è che in Italia possa ripetersi. Del resto, Chris Renaud è già al lavoro per il sequel di The Secret Life of Pets 2 in uscita nelle sale cinematografiche nel 2018.

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