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Pier Luigi Bersani si dimette

Questa volta non ci sono scusanti: la sconfitta, l’ennesima e bruciante, è solo responsabilità del Pd. Pier Luigi Bersani ne ha preso atto e ha presentato le dimissioni da segretario, operative dopo l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Romano Prodi, dopo il misero bottino odierno di 395 voti si ritira dalla corsa per il Quirinale e accusa i vertici del suo partito di non averlo sostenuto.

Stefano Rodotà

Rosy Bindi si dimette in serata da presidente dell’assemblea del Pd, dopo una giornata a dir poco drammatica. Il segretario dovrebbe trarne le conseguenze e farsi da parte. Ora il Pd abbia un sussulto di orgoglio  di decenza verso il paese e converga su Stefano Rodotà.

E’ l’unica soluzione possibile per evitare l’implosione del partito e la rivolta della base, pronta a migrare verso altri lidi. Se ne facciano una ragione anche Massimo D’Alema e Matteo Renzi, Soprattutto per il secondo, verrà il suo tempo: ora affidino il partito ad una reggenza e si faccia presto un congresso.

L’inadeguatezza dell’attuale classe dirigente democratica è drammaticamente sotto gli occhi di tutti e ancora di più in quel 30% di italiani che aveva lo scorso 24 e 25 febbraio riposto grande fiducia in lei.

Per la Presidenza della Repubblica che si salvi il salvabile: si voleva un candidato condiviso? C’è Stefano Rodotà, candidato del Movimento 5 Stelle, ma uomo che appartiene alla storia della sinistra ed alla storia stessa del Pd.

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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