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Piero Angela: «Calo demografico? Pochi gli interventi, d’altronde un pensionato vota, un neonato no!»

Virginia Della Sala, giornalista de “Il Fatto Quotidiano” ha incontrato alla Società Geografica Italiana Piero Angela, noto divulgatore scientifico, giunto all’istituto per parlare di demografia. Il volto noto di Raiuno ha quasi 91 anni«Lo dico con un pizzico di civetteria, ho un po’ di ernia del disco ma la macchina funziona ancora. Farò il quarto Quark tra qualche mese!» – ed è consapevole che il nostro sia davvero un paese di «soli vecchi» o comunque destinato a diventarlo nel giro di pochi anni.

Piero Angela e il problema del calo demografico

«Oggi i centenari sono circa 117 mila, nel 2050 si stima saranno 150mila. Anche a me piacerebbe arrivare a 200 anni, ma solo se in motocicletta e con una bionda sul sedile posteriore!», ha esordito col sorriso il conduttore di Quark. «Oggi a 25 anni neanche ci si pensa ad avere un figlio. La società moderna è frutto di un processo di liberazione dell’uomo, ancor più della donna. Le studentesse sono sempre più degli studenti, si laureano prima e con voti migliori. La superiorità del maschio è stata smentita dall’accesso delle donne all’istruzione!», ha affermato poi Piero Angela, che in questo cambiamento di vedute riconosce la radice del calo demografico: «Qualunque ragazza che si laurei non vuole subito dedicarsi ai pannolini, sa che con la routine familiare alcune attività le sarebbero precluse. Quindi ritarda l’arrivo di un figlio. Ma più lo si ritarda più diventa difficile farlo e quando arriva ci si ferma a uno!». Un problema che investe ovviamente anche la concezione che si ha oggi del bambino: «Un figlio è visto sempre più come bene individuale della coppia e della donna, non della società. Ma il venir meno della sua valenza di bene collettivo si riverbera nell’assenza di interventi per sostenere lo sviluppo demografico!».

Piero Angela: «I pensionati votano, i neonati no!»

Un’accusa nemmeno troppo velata alla classe politica vigente, che punterebbe più agli anziani che ai bambini: «I pensionati votano, i neonati no. Nella vita sociale ci sono tre segmenti: lo studio, il lavoro, la pensione. Un tempo lo studio era poco, il tempo di lavoro lungo, la pensione breve perché si moriva subito. Era un sistema sostenibile. Oggi tutto è rovesciato, pochi figli dovranno mantenere molti anziani, oltretutto sempre più costosi, e pagare le loro pensioni!». Senza troppi giri di parole nel corso dell’intervista, riportata anche dall’Huffington Post, Piero Angela ha parlato di «sistema rovesciato», proprio perché sembra che lo Stato dia di più ai pensionati che alle giovani madri. Discorso completamente diverso in Francia, dove il divulgatore scientifico ha lavorato e vissuto, in cui – come spiega il giornalista – «tutti possono disporre di scuole materne, asili nido, sia nel quartiere che nelle aziende. E la media è di due figli per donna». Quali misure adotterà l’Italia per uscire da questa grigia situazione?

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi", “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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