in

Pietro Mennea: due anni fa frenava la sua corsa il più grande velocista italiano

Parlando di Pietro Mennea sono due le immagini che vengono in mente a chi ha potuto ammirarlo solo diversi anni dopo i suoi grandi successi. Difficile mettere queste due immagine in ordine di importanza, partiamo da quella a cui, forse, lo stesso Mennea era più legato. E’ il 28 luglio 1980, la cornice è quella dello Stadio Lenin di Mosca, il contesto, ovviamente è quello dei XXII Giochi Olimpici, la distanza: i 200 metri. I campioni degli Stati Uniti, per i noti dissapori con l’Unione Sovietica, boicottarono quell’edizione delle Olimpiadi. Ai blocchi di partenza, tra i favoriti, ci sono il giamaicano Quarrie, il britannico Welles, il cubano Leonard e l’italiano Pietro Mennea, 28 anni da Barletta. Anche l’Italia non avrebbe dovuto partecipare a quei Giochi Olimpici, ma per fortuna il C.O.N.I. organizzò lo stesso la spedizione, nonostante il parere contrario del governo.

Mennea viene sorteggiato in corsia otto, la più scomoda perché non si hanno punti di riferimento, come al solito parte lentamente, ma la sua progressione lentamente diventa inarrestabile: all’uscita della curva è quarto e nel rettilineo si mangia tutti gli avversari. Con uno scatto mostruoso mette alle sue spalle tutti gli avversari e arriva al traguardo con due secondi di anticipo. Quel giorno a Mosca Mennea entrò nella storia e nei cuori di tutti gli italiani, per sempre. Il secondo momento d’oro della carriera di Pietro Mennea è stato l’anno precedente alle Olimpiadi, esattamente alle Universiadi di Città del Messico del 1979.

Battere il record del mondo era da tempo uno degli obiettivi di Mennea e le Universiadi furono l’occasione più giusta. L’aria rarefatta della capitale messicana avrebbe aiutato moltissimo nell’impresa, tutti i particolari furono curati nei minimi dettagli: dal cibo, alla preparazione atletica all’ambiente esterno; non si poteva sbagliare. C’era solo una cosa che preoccupava il suo allenatore Vittori: l’assenza di avversari del suo livello, era soltanto una sfida tra lui e il cronometro. Ma sia Mennea che Vittori sapevano già come sarebbe andata a finire: 19″72! Record che reggerà fino all’arrivo dell’ “uomo bionico” Michael Johnson. Ma questi sono soltanto due dei grandi successi di uno dei più grandi atleti italiani che non amò mai troppo la luce dei riflettori, ma fu un’atleta totalmente dedicato al sacrificio e all’abnegazione. Pietro Paolo Mennea muore, per una malattia incurabile, il 21 marzo 2013 in una clinica di Roma, lontano dalla sua amata Barletta.

Bianca Atzei altezza e peso

Amici 14 anticipazioni 21 marzo 2015: Maria De Filippi ospita Bianca Atzei

Papa Francesco in visita a Napoli

Papa Francesco a Napoli: l’accoglienza corale dei fedeli di Scampia