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Pino Daniele e la famiglia: come era il suo rapporto con i famigliari e con i fratelli?

“Mio fratello mi mancherà tutto. L’autopsia?Fanno bene a farla. Forse si poteva andare prima in ospedale, questo sì, forse andava fatto.” Con queste parole Patrizia, la sorella di Pino Daniele, riunita insieme alla folla, in piazza del Plebiscito, a Napoli, per l’ultimo saluto al cantante, ha commentato, ieri, le vicende che ora interessano la scomparsa del bluesman. Tante le polemiche, dal mancato ricovero all’ospedale di Grosseto, alla scelta di dirigersi con l’ambulanza verso i medici di fiducia a Roma, al doppio funerale per accontentare entrambe le famiglie,  quella di Roma e quella di Napoli. E proprio a loro, che Pino lo vivevano ogni giorno come uomo, marito, padre di famiglia, e fratello, prima che come artista, va il cordoglio più grande.

Uno dei fratelli di Pino, Salvatore, ha detto, ieri, durante i funerali: “Ho fatto di tutto e l’ho portato a Napoli. Non dormo da tre giorni. Mi hanno fatto litigare con tutti, alla fine siamo qui.”  Litigare, già, perché Pino viveva diviso tra le rivalità fra la prima moglie, Dorina Giangrande, dalla quale aveva avuto due figli, Alessandro, che lo seguiva in ogni passo in quanto suo personal manager, e Cristina; la seconda moglie, Fabiola Sciarrabasi, madre di Sara, 18 anni, Sofia, 13, ed il piccolo Francesco, 8 anni; e la nuova compagna Amanda Bonini. Fabiola, in particolare, è stata colei che ha insegnato a Pino ad affrontare i suoi rapporti con il mondo intorno in modo meno polemico e più signorile, tanto da appianare gli attriti con Gigi D’Alessio, con il quale, solo dopo anni, era tornato a cantare. La donna, aveva preso malissimo la decisione del marito di lasciarla e di presentare la nuova fiamma, Amanda, ai i tre figli. Lo testimoniano molte riviste di gossip. Le due donne “Daniele”, infatti, non si rivolgevano parola, e non lo hanno fatto neppure in questi giorni.

Tuttavia, il cuore di Pino, seppur malato, era grande per dare spazio a tutti. Amava ed era amato, incondizionatamente. A confermarlo,  il clamore mediatico che la notizia della sua scomparsa ha suscitato. I suoi fratelli, tutti cardiopatici come lui, vivono con grande dolore questa perdita. Addirittura, il fratello Carmine, in attesa di trapianto di cuore, non ha retto alla vista del feretro e si è sentito male. Per questo motivo, è rientrato con anticipo a casa. Nello, reduce da un’operazione di by-pass, ricorda commosso le visite di Pino in ospedale: “Non ti azzardare a morire, sai?!. Prima devo morire io”, gli aveva detto il cantautore. E in un’intervista a Porta a Porta, si lascia andare ai ricordi, e racconta di quando, ragazzini, Pino, 14enne, lo portava sulle spalle fino a Miramare, per giocare sulla spiaggia. Un ragazzo generoso, un uomo buono. Allora come ora, questo era Pino Daniele.

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