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Pinocchio di Collodi, 135 anni dopo: ecco 7 curiosità sul burattino più famoso di sempre

C’era una volta un re…anzi, no, un pezzo di legno. Che è poi diventato la marionetta più famosa di tutti i tempi: stiamo parlando di Pinocchio, il personaggio che ha fatto emozionare, riflettere e commuovere intere generazioni di lettori con le sue peripezie e marachelle. Oggi, 7 luglio 2016, ricorre il 135esimo anno dalla pubblicazione del primo episodio sul Giornale per i bambini diretto da Ferdinando Martini: a noi piace ricordarlo così, con 7 curiosità che forse non immaginate.

1. Collodi, nelle sue intenzioni, non aveva previsto un lieto fine per la storia del suo burattino: l’autore avrebbe voluto concludere il racconto con il burattino impiccato, che sarebbe rimasto “come intirizzito”. Ma a causa delle lamentele dei piccoli lettori, il giornale convinse Collodi a proseguire la storia: per portarla a termine come la conosciamo attualmente, l’autore impiegò altri due anni.

2. Nella storia originale, Pinocchio uccide il grillo con un martello, stufo di sentirne i rimproveri. Nel corso della storia il Grillo ricomparirà come fantasma per far ragionare Pinocchio prima che sotterri i suoi zecchini d’oro, e successivamente tornerà ad essere vivo e vegeto. L’apparenza “umanizzata” del Grillo è stata introdotta dalla Walt Disney.

3. Tra le varie interpretazioni che sono state date all’opera, ce n’è anche una di tipo esoterico, basata sull’ipotesi che Collodi appartenesse a una loggia massonica fiorentina. Le avventure di Pinocchio, in quest’ottica, non sarebbero altro che il processo di iniziazione in cui una marionetta di legno, simbolo della meccanicità della persona, aspira a ritrovare la sua anima autentica.

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4. Anche Tolstoj è rimasto suggestionato da Pinocchio, al punto da scrivere nel 1936 una versione alternativa in russo, dal titolo La piccola chiave d’oro o Le avventure di Burattino. L’inizio della storia replica quello di Collodi, ma poi la trama di Tolstoj diverge, descrivendo la lotta di Burattino contro Karabas Barabas, il padrone del teatro dei burattini lo stimolo a ribellarsi delle altre marionette. Il libro è stato tradotto in italiano con il titolo Il compagno Pinocchio (pubblicato da Stampa Alternativa nel 1984).

5. La storia del burattino ha ispirato commediografi, musicisti e artisti. Le pareti delle case di Vernante, dove visse Attilio Mussino, sono dipinti con murales che narrano le avventure di Pinocchio. A Collodi, Pescia, è sorto persino il “Parco di Pinocchio”, ovvero un parco di divertimenti. Ma le curiosità non finiscono qui: alla celebre marionetta è stato dedicato anche l’asteroide 12927.

6. Pinocchio, comunque, resta una storia che continua a parlare di morte, come provano alcune suggestioni artistiche, tra cui l’opera dell’artista austriaco Gottfried Helnwein, che nel 1988 ha realizzato il dipinto “Der Tod des Pinocchio” (La morte di Pinocchio).

7. L’opera vanta ben 240 traduzioni in tutto il mondo, secondo la stima più recente – degli anni Novanta – fornita dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi e basata su fonti UNESCO.

In apertura: Allegoria Pinocchio Dughetti – Image Credit Wikimedia Commons

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