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Piombino, presunta infermiera killer si difende: “Io capro espiatorio”

In carcere da due giorni con l’accusa di avere cagionato volontariamente la morte di 13 dei suoi pazienti, dalla cella del penitenziario di Pisa Fausta Bonino – questo il nome della presunta infermiera killer dell’ospedale Villa Marina di Piombino – rigetta ogni accusa e si dichiara innocente: “Avevano bisogno di un capro espiatorio, un colpevole, è toccato a me”, scrive Il Corriere della Sera, ripreso poi da Tg Com24.

Ma la Procura è convinta del contrario, forte di prove schiaccianti a suo carico raccolte in mesi di indagini meticolose ed accurate: l’infermiera 55enne, che operava nel reparto di Anestesia e Rianimazione nell’Ospedale di Piombino ora è accusata di omicidio premeditato, continuato e aggravato dalla crudeltà. Per l’accusa avrebbe ucciso tra il 2014 e il 2015 con dosi letali di eparina (farmaco anticoaugulante) 13 malati ricoverati, tutti di età compresa tra i 61 e gli 88 anni.

Stando a quanto sarebbe emerso dalle carte dell’inchiesta, ad incastrare l’infermiera sarebbe stata la denuncia del figlio di una vittima, che dopo la morte della madre segnalò di “aver assistito, intorno alle 19.10 del giorno del decesso, alla iniezione nel braccio della madre di un liquido trasparente da parte di un’infermiera”, rivelatasi essere proprio Fausta Bonino.

Aperte le indagini, sono poi emersi dettagli sconcertanti dalle intercettazioni fatte alla indagata: “Così almeno dorme”“Cremano una donna morta? Meglio”, “Vedrai mi fregano, domani mi mandano in galera” sono solo alcune delle frasi che la inchioderebbero alle sue responsabilità.

Ospedale – Image credit: Shutterstock

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