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Piromane ricercato a Comiso, la Procura: “Conosceva gli uffici del comune”

Nonostante il video diffuso dalla Polizia di Stato che lo ritrae in flagranza di reato, l’uomo che la notte tra il 23 e il 24 dicembre scorso ha dato fuoco all’ufficio Protocollo del comune di Comiso, in provincia di Ragusa, non è stato ancora identificato. Ciò avrebbe portato gli inquirenti ad ipotizzare che l’incendiario provenga da un’altra città, giacché se fosse del luogo, le immagini che lo ritraggono, dove si può notare chiaramente parte del suo viso nonostante indossasse un cappuccio, avrebbero già reso possibile il suo riconoscimento.

Il ricercato verrebbe da un altro comune, dunque, ma sarebbe tuttavia legato a quegli uffici, in primis ai documenti contenuti al suo interno, ora andati distrutti dalle fiamme. Maggiormente colpite dal rogo le stanze in cui erano custodite le ‘notifiche per irreperibilità del destinatario’ legate all’ex Art. 140. Questo l’unico punto da cui partire per risalire alle carte che voleva distruggere.

E se ancora la stima dei danni causati dall’incendio non è stata quantificata, la Procura di Ragusa di una cosa sarebbe certa: il piromane conosceva bene gli uffici del comune ai quali ha dato fuoco. È il video a smascherarlo: entra nei locali sicuro di sé, veloce e spedito, e si dirige senza titubanze verso l’interruttore della corrente elettrica, dimostrando di sapere dove fosse collocato.

Il sindaco Filippo Spataro ha parlato di “mani inesperte”, per come si sono svolti fatti. Intanto sulla scelta di agire in una notte di festa emerge un particolare importante: quella sera l’antifurto era fuori uso perché in manutenzione: “Non è una notizia che era stata diffusa. Aveva le chiavi?” – ha detto il primo cittadino di Comiso – “Sotto la mia amministrazione a possederle sarà una dozzina di dipendenti, ma duplicare una chiave è semplice”.

Guarda il video:

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