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Pistorius: un egoista che umiliava la sua fidanzata Reeva

Le accuse del Pubblico Ministero nei confronti dell’atleta paraolimpico Oscar Pistorius fanno emergere un individuo esclusivamente ossessionato da se stesso che non riusciva, nonostante la fidanzata cercasse di renderlo felice, trasmetterle i suoi sentimenti. Per sua diretta ammissione, nel quarto giorno di testimonianza davanti ai giudici del Tribunale di Pretoria, ha precisato che non ha mai avuto l’occasione di confessare a Reeva, che conosceva da soli quattro mesi, di amarla. Oscar Pistorius e Nigel Levine2

Pistorius ha risposto così al pm Gerrie Nel quando gli ha chiesto perché nei messaggi spediti alla fidanzata non le parlasse mai d’amore. Tra le lacrime e la disperazione l’atleta olimpico ha proseguito dicendo che era terribilmente dispiaciuto di averla uccisa.

L’altra passione di Pistorius, al di là delle corse, è il tiro al bersaglio nelle sue sessioni al poligono. Quando il giudice gli ha mostrato una raccapricciante foto della testa di Reeva da morta, con sangue sparso dovunque, lo ha incalzato dicendogli che aveva preso di mira la testa della giovane “come fosse stato un cocomero”. L’atleta ha sempre coltivato questo amore sviscerato per le armi da fuoco. Nella storia con Reeva Steenkamp, Oscar Pistorius la umiliava, la trattava male, la rimproverava continuamente e poi si scusava e secondo il Procuratore Nel pensava solo a se stesso e il rapporto era molto complicato.

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