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Polaroid dalla Corea del Nord: 26 scatti per raccontare la devozione trasversale al caro leader

Wong Maye-E è una fotoreporter che lavora per la Associated Press focalizzando il suo raggio di azione tra Corea del Nord e Singapore. Sul suo profilo Instagram ha raccontato uno dei suoi ultimi lavori ovvero la selezioni di 26 scatti, prodotti negli ultimi 5 anni, in cui ha immortalato le classi lavoratrici più disparate di Pyongyang. Ognuno dei soggetti ritratti non si è solamente lasciato fotografare bensì ha rilasciato una breve dichiarazione inerente i suoi sogni, le sue aspirazioni, le sue priorità. E’ incredibile quanto, nonostante la Maye-E asserisca di non aver minimamente incalzato nessuno a riferirsi, necessariamente, a Kim Jong-un o alla generale condizione del Paese, i protagonisti degli scatti abbiano sentito la necessità di tributare il senso della propria vita al caro leader. Il range anagrafico è molto ampio: si va da post adolescenti ad anziani, e risulta davvero curioso – se non spaventoso – notare come tutti adottino il medesimo linguaggio patriottico, aulico e agiografico nei confronti del dittatore coreano.

Partiamo dalle dichiarazioni accompagnate da uno scatto fiero della 23enne Ri Ok Gyong: ufficiale della metropolitana di Pyongyang da sei anni. La giovane lascia trasparire l’orgoglio di indossare quella divisa e dice: “Voglio servire le persone perché il maresciallo Kim Jong-un ama il suo popolo e così voglio fare anche io.” Immortalato all’opera presso la fabbrica di scarpe per cui lavora il 28enne Kang Jong Jin svela di essere un ex soldato; si dice orgoglioso di aver lavorato alacremente durante la «battaglia dei 200 giorni» lanciata lo scorso anno da Kim Jong-un per rilanciare l’economia del Paese. Giovanissima ma con le idee chiare è la 19enne Jang Sol Hyang, studentessa universitaria: “Essere una ragazza non mi impedisce di sostenere la direzione del maresciallo Kim Jong Un e mi spinge ad essere ancora migliore”. La 25enne Kim Jin Ok lavora in un allevamento di pescigatto sempre a Pyongyang e interrogata dalla fotoreporter ci ha tenuto a dire che ama lavorare duro per far piacere al suo leader Kim Jong-un. La 35enne Kim Jong Sil è impiegata come operaia in una fabbrica di seta da 17 anni e non ha dubbi: “Come lavoratrice, devo dedicarmi a realizzare la grande idea del maresciallo Kim Jong Un e lavorerò sodo per raggiungere questo obiettivo“. Polaroid di coppia per Ri Ok Ran, 28 anni, e il marito Kang Sung Jin, 32: freschi sposi dopo due anni di fidanzamento. Anche loro non hanno alcun dubbio su quali saranno le prossime priorità: “Avere molti bambini in modo che possano servire nell’esercito e difendere e sostenere il nostro Paese, per molti anni nel futuro“. Anche il mondo della cultura fa sentire la sua voce attraverso Pak Su Won, 66 anni, ex fisico: “Quello che voglio è dedicarmi al capo Kim Jong Un e alla patria per il resto della mia vita“. Pak Chol, 27 anni, posa dopo aver vinto la maratona di Pyongyang e spiega cosa lo spinge “Voglio compiacere il leader Kim Jong-Un attraverso i miei successi sportivi“.

Insomma un lavoro fotografico che lambisce il sociologico e offre tanti spunti di riflessione circa la manipolazione del pensiero tipica dei regimi. Fa sorridere sentire queste frasi, ma soltanto da lontano.

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