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Poletti e la frase sul calcetto che non è piaciuta: il Ministro risponde alle polemiche

Il Ministro del lavoro Giuliano Poletti è ancora al centro delle polemiche, dopo una frase pronunciata ieri in un istituto scolastico di Bologna, dove a margine di un incontro sull’alternanza scuola-lavoro – si sarebbe lasciato andare a un commento che è risultato inappropriato ai più: poiché il rapporto di lavoro è più un rapporto di fiducia, si creano più opportunità “a giocare a calcetto che a mandare in giro i curricula”.

Non sono mancate le polemiche…

La frase non è piaciuta al Movimento 5 Stelle, che l’ha etichettata da “cartellino rosso”, aggiungendo che quelle parole sono un calcio in faccia a molti giovani disoccupati. Ma altri colleghi del PD hanno preferito prendere le distanze da un’affermazione considerata inopportuna, innanzitutto perché pronunciata da un rappresentante delle istituzioni: “Certe affermazioni sono quantomeno discutibili. Se il ministro voleva fare dell’ironia, l’hanno capita veramente in pochi”, ha commentato Antonio Misiani, parlamentare Dem sostenitore di Orlando.

La risposta del Ministro alle critiche

Intanto il Ministro in serata ha provato a chiarire il suo punto di vista, spiegando che cosa intendeva esattamente con quella frase. “Non ho mai sminuito il valore del curriculum e della sua utilità. Ho sottolineato l’importanza di un rapporto di fiducia che può nascere e svilupparsi anche al di fuori del contesto scolastico. E quindi dell’utilità delle esperienze che si fanno anche fuori dalla scuola”. Si è trattato quindi di una metafora, che i giovani presenti all’incontro avrebbero capito, condividendone il significato.

In apertura: foto del Ministro tratta dalla pagina Facebook ufficiale di Giuliano Poletti

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