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Politecnico di Torino: il discorso ironico e dissacrante dello studente infiamma l’Italia

Durante l’inaugurazione dell’anno accademico al Politecnico di Torino, il rappresentate degli studenti Marco Rondina – 22enne studente di ingegneria informatica – ha inizialmente spiazzato tutti usando l’arma del sarcasmo per poi gettare la maschera e affondare.

Rondina ha intrapreso il suo discorso con queste parole “Il numero di studenti che proseguono gli studi è in costante aumento: l’abolizione del numero chiuso e l’importante programma di reclutamento hanno portato enormi benefici all’intero sistema. Il merito va certamente anche alla gratuità dell’istruzione universitaria e agli importantissimi programmi di welfare per quanto riguarda cultura, trasporto pubblico e residenzialità. Credere nell’Università ha funzionato ed è il paese intero a guadagnarci: la disoccupazione, specialmente quella giovanile, è prossima allo zero e l’ultima riforma del mercato del lavoro ha ridato alla nostra generazione la stabilità necessaria per immaginarsi un futuro.” A questo punto la platea ha iniziato a sentirsi confusa e fiutare le reali intenzioni del giovane che ha puntualizzato: “Questo è il discorso che tutti vorremmo ascoltare. Come ben sapete, però, la situazione che stiamo vivendo è decisamente diversa.

Questa precisazione ha confermato le intenzioni sarcastiche di Rondina, intento a denunciare un sistema tutt’altro che ben funzionante – come le statistiche confermano. “Nonostante l’Università soffra di una gravissima carenza di risorse, sia per la didattica che per la ricerca, dobbiamo avere il coraggio di denunciare che, nessuno dei governi che si sono susseguiti negli ultimi anni ha realmente voluto invertire la rotta: esistono ancora dei vincoli di turn-over, gli stessi che hanno causato un drastico calo della docenza e che hanno reso il precariato una realtà sempre più stabile. Meno professori significa minor capacità ricettiva e una peggiore qualità di didattica e ricerca.
Il punto forse più grave, però, è che sempre meno studenti hanno fiducia nel proprio futuro: oltre a rimanere l’ultimo paese europeo per percentuale di laureati, le immatricolazioni sono in costante calo da anni. Davanti ad una simile situazione, invece di favorire la transizione dalla scuola superiore all’Università, vediamo spuntare in tutta Italia sempre più restrizioni all’accesso che hanno l’unico effetto di distruggere i sogni di una intera generazione. Caro Ministro, mi rivolgo a lei in quanto rappresentante del nostro governo, perché non cogliamo l’occasione che l’evoluzione industriale ci sta offrendo, per lanciare un vero e proprio Rinascimento dell’intera Università e quindi della società italiana? Quasi cento anni fa, nel primo dei suoi “tre compiti”, un giovane Antonio Gramsci scriveva: “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza”. Sono alcuni stralci di un discorso che ha infiammato i presenti, che l’hanno supportato con un lungo e sentito applauso.

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