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In politica l’odio è virale, ecco perché conviene stare all’opposizione!

L’establishment, ossia chi è al potere, è automaticamente in balia dell’opposizione perché sui social è più facile attaccare, aggredire e provocare. Non è altro che l’evoluzione dei Vaffa Day varato qualche anno fa da Grillo sotto l’abile direzione di Casaleggio. Sfanculare è facile, è catartico e libera il corpo dalle tossine.
Soprattutto è facile influenzare chicchessia con notizie pensate per cogliere in fallo l’amministratore, con meme dotati di frasi ad effetto e soprattutto con video adeguatamente modificati per esasperare le folle.

Anche lo stesso Renzi ha sfruttato l’onda ai tempi della rottamazione mentre Salvini sembra saper solo demolire qualsiasi provvedimento semplicemente utilizzando una serie di definizioni in sequenza “una cagata”, “uno schifo”, “una catastrofe” e via dicendo.

Insomma, fare opposizione è diventato facile e gestire le reazioni che l’odio può suscitare è diventato un vero incubo. Addirittura, in una campagna elettorale, se sei qualcuno che a suo modo è stato legato all’establishment, se non sei un tizio nuovo, aggressivo, loquace e capace di sferrare attacchi che vanno dritti ai problemi della gente, non hai speranza. Già, non hai speranza a prescindere dalla tua competenza, dalle idee o dalla completezza delle soluzioni che fornisci.

Tutto questo porta a una domanda. Se conviene stare all’opposizione a demolire chi governa a colpi di video virali, come diavolo faremo ad avere un amministrazione efficiente che possa dare stabilità al paese? Se l’opposizione riesce a spazzare via tutto e tutti presumibilmente prima o poi andrà al potere, e quando sarà al potere come si difenderà dalla nuova opposizione che la odierà in un battibaleno?

E’ un circolo vizioso che nasce dal fatto che le persone non approfondiscono. Tendono superficialmente a leggere i titoli di un post “odioso” o a sbirciare rapidamente una frase di Renzi o della Boschi priva di contesto per trarre conclusioni.

La tentazione di obbedire al grido “diffondete” e premere sul tasto “condividi” è irrefrenabile come la voglia di coinvolgere altri ad odiare.

Così nel caso della Brexit, una compassata difesa delle ragioni per cui restare in Europa ha aperto un’autostrada ai sostenitori del “Leave”. Bastava incutere il terrore di fantomatici stranieri che soffiano il lavoro ai locali per dimenticarsi dei ben più complessi effetti fiscali, imprenditoriali e bancari che l’uscita dall’Europa può comportare. Tant’è che la Brexit non c’è ancora stata a dispetto di coloro i quali con il sorriso sulle labbra affermano “l’avevo detto io che non succedeva nulla…”.

E’ cosi un bianco miliardario in cui tanti poveri bianchi si identificano ha distrutto a colpi di odio una donna supportata da Google e dai potenti media Statunitensi che però era stata sposata con l’establishment, rappresentava un’inaffidabile dinastia e soprattutto argomentava in modo troppo complicato senza spergiurare che sarebbero andati tutti a casa, che tutto sarebbe cambiato.

Un amico conclamato del nemico Putin, un “womanizer” votato dalle donne come un ergastolano fascinoso, un evasore fiscale che sa come riempire le casse Statali cosi come un hacker può essere un eccellente esperto di sicurezza informatica, un razzista antisemita che può star bene alle minoranze etniche che sono già inserite nel sistema.

Un tempo il Presidente degli Stati Uniti doveva essere un uomo colto, forbito, carismatico, sportivo, con una bella famigliola che adora e in grado di dimostrare la sua onestà intellettuale. Trump non è niente di questo ma ha saputo sbraitare le cose giuste, odiare le persone giuste e affabulare sui social network fino a generare una tribù di “odiatori folli”.

Con questo non dico che sarà un pessimo Presidente, ma certamente la sua ascesa al potere è l’emblema di come oggi l’aggressività verbale e para-verbale incanalata sui social network è in grado di riscuotere i consensi della gente arrabbiata, a prescindere dall’ideologia politica.

video modificato del discorso di Gentiloni

video modificato del discorso di Gentiloni

Renzi ha fatto il terribile errore di mettersi in gioco su un referendum che poteva consacrarlo come la persona che aveva davvero riformato il paese. Un referendum i cui contenuti sono stati ignorati, semplicemente non compresi. D’un tratto chi voleva cambiare la costituzione per assicurarsi il potere (Berlusconi) è diventato un difensore strenuo della stessa.
Chi minaccia rivoluzioni, l’uscita dall’euro e magari dall’Europa ha politicizzato il referendum odiando chi l’ha concepito. Un parlamento considerato anti costituzionale con uno strambo effetto retroattivo dopo che la Consulta ha dichiarato anti costituzionale il “Porcellum”, creato molti anni prima proprio da chi oggi difende la costituzione. E per di più da chi, sempre pochi anni orsono, avrebbe demolito l’impalcatura costituzionale per permette ad un onnipotente Primo Ministro di sciogliere le camere e fare il bello e cattivo tempo.

Il referendum è diventato l’opportunità di impacchettare l’intero governo e mandare tutti a casa così come gli Americani hanno creduto che solo un miliardario corpulento potesse finalmente prendere provvedimenti dopo l’eccessiva cautela di quell’ossuto mezzo sangue.

Nel periodo pre-elezioni, i post che riguardavano il referendum erano circa il 15% del totale in uno stream di un utente Italiano  e quasi tutti focalizzavano su Renzi quale demonio responsabile di tutti i fallimenti del paese con video, notizie, statistiche e meme provenienti da fonti poco attendibili e sicuramente poco istituzionali.

La classica smentita di una bufala riportata da bufale.net

La classica smentita di una bufala riportata da bufale.net

Renzi è andato a casa e poi? Niente larghe intese, si sono dileguati tutti in modo saggio per poi poter gridare allo scandalo per un nuovo governo non eletto. Meglio stare all’opposizione e continuare ad odiare, guardandosi bene dal prendersi responsabilità di qualsiasi genere.
Già perché il paradosso è semplice. Andare a votare subito non è possibile perché la legge elettorale vecchia (Porcellum) è anti costituzionale, quella nuova (Italicum) non è ancora passata dalla camera. Quell’Italicum tritato da tutti ma che farebbe comodo a tanti non è pronto proprio perché, guarda un po’, chi ha votato no al referendum che poteva velocizzare questo genere di decisioni adesso vorrebbe che l’Italicum fosse pronto per l’uso.

Arriva il mite Gentiloni ma poteva essere chiunque e i nuovi video sono già distribuiti in quantità. Non importa il fatto che la maggioranza è (nella teoria) del PD e quindi tocca ancora al PD essere odiato.

Sarà odiato fino a quando non vincerà qualcun altro che poi, a sua volta, verrà deriso e aggredito, spolpato e disintegrato.

Un’unica preoccupazione mi affligge, “come farà l’Italia ad andare avanti”?

Start Upper ed esperto di imprese tecnologiche, 42 anni, laurea e master ottenuto in Gran Bretagna. Vive a Livorno ma viaggia spesso tra Milano e Torino.

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